Un 8 marzo particolare

Virgo Fidelis

La festa della donne è un appuntamento tradizionale al Pilastro. Ci sono mimose e ricordini per tutte le signore che nella Sala Polivalente del centro Diurno del CRA Virgo Fidelis di via Dino Campana, stanno ascoltando poesie e canzoni raccolte dagli operatori per festeggiare tutti insieme.

8marzo1La redazione di Pilastro 2016 incontra in questa occasione le persone disponibili a rispondere alle nostre domande. Il Day Hospital è la parte della casa protetta (cioè casa di riposo per non autosufficienti ) in cui arrivano persone per la sola permanenza giornaliera ( con o senza cure ).

La prima intervista è con Nicola Olivieri che abita in via Grazia Deledda da quasi 50 anni. Nicola è sorridente e soddisfatto. Molto gentile, ci racconta che è nato in Tunisia e costretto a tornare in Italia a seguito della fine della colonizzazione. Già sposato e oggi vedovo, qui ha cresciuto i suoi tre figli utilizzando con soddisfazione i servizi del territorio. Ancora oggi con l’autobus può andare in Piazza Maggiore, anche se sente la mancanza della figlia che vive in Svizzera. Nel suo giudizio al Pilastro si stava bene quando arrivò profugo, e ancora di più adesso che è tanto migliorato.

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Graziella Bonnesso ha vissuto per un periodo in via Trauzzi. Veneta di origine, arrivò a Bologna per lavoro, quando i figli erano già grandi. Della città ha conosciuto bene ospedale e servizi per l’handicap poichè è ormai costretta in carrozzella. Anche nel suo racconto, il giudizio sintetico è che al Pilastro si sta bene, c’è tutto quello che le serve. Cercando di scoprire qualche difetto la invito ad un gioco di fantasia: se il sindaco potesse realizzare un suo desiderio, cosa gli chiederebbe? Graziella tace per un po’ riflettendo e poi mi dice che non le viene in mente nulla che non ci sia già.

Anche Ernesto Cassanelli non fa che ripetere che al Pilastro sta bene e che va bene così.

Prende la parola la rappresentante del Circolo La Fattoria e informa l’assemblea sulle varie attività che vedono protagoniste le donne del Pilastro.

Parlando del prossimo Festival della zuppa informa che le Associazioni promotrici sono presiedute da donne. Diverse signore raccontano come si faceva la zuppa in casa loro: in tanti la chiamano minestra, o pasta e fagioli o familiarmente minestrina.

Qui il protagonismo delle donne viene fuori: alla notizia che l’Associazione Orti di via Salgari si è autocostruita il forno a legna, e che il Circolo Fattoria organizza i laboratori per imparare a fare il pane, le donne presenti cominciano a raccontare come in famiglia si faceva il pane.

La loro mamma era la protagonista, e anche nei racconti di persone con più 90 anni, nella vita di spose non facevano più questa attività. Ricordano le fasi di lavorazione, i tempi di riposo e di impasto, le forme più gradite come le crocette e le pagnotte. Arrivate in città, nessuna ha più avuto bisogno di alzarsi di notte perchè il Forno era sempre fornito e nella bottega del Pilastro, ci si poteva scegliere anche il companatico.

Fra chiacchiere e ricette arriva l’ora del pranzo e fra ringraziamenti e auguri di buon 8 marzo, si conclude l’incontro.

Testo di Claudia Boattini

Foto  Lino Bertone

Foto panorama PIlastro  Lorenza Zullo

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