L’ultimo maledetto gradino

marciapiedeChe tipo di problemi si incontrano a girare il Pilastro con una carrozzina  elettrica? Di sicuro l’ultimo gradino, spesso quello che serve per entrare in un negozio o in un bar, è davvero maledetto. Ce lo ha spiegato Sara, che fa parte del gruppo accessibilità creato per iniziativa del Centro Documentazione Handicap.Sara abita al Pilastro, ha una disabilità motoria, di solito si muove in auto e frequenta poco il territorio. Ma  proprio per mappare marciapiedi e strade si è resa conto delle tante difficoltà che si affrontano nelle vie del Pilastro. E anche i lavori di manutenzione voluti dal Comune, calibrati anche grazie al cantiere accessibilità, non saranno sufficenti a risolverle tutte. Per esempio quasi sempre per entrare nei negozi c’è un ultimo gradino da superare, che per chi vuole girare in autonomia, è un ostacolo enorme. Sono inaccessibili, “Come se fossero chiusi per me”, spiega Sara pensando in particolare alla zona di Via Deledda. “Per me è come se non ci fossero”. Va meglio al Centro Commerciale di Via Pirandello, che, una volta entrati, è accessibile. Il Meraville è ben utilizzabile, ma c’è il solito ultimo gradino per arrivarci dal retro, percorrendo il tracciato che unisce la struttura alle abitazioni del Pilastro.

“E’ stato un lavoro fondamentale ma parziale“, ci ha detto Sara parlando della mappatura e del tour organizzato con i tecnici del Comune, “perchè molti cittadini non sono stati coinvolti, per esempio i migranti”. Per il futuro Sara augura un coinvolgimento più sistematico della cittadinanza.

Ecco l’intervista di Jonathan Mastellari a Sara

Roberto Parmeggiani, presidente del CDH e  promotore del cantiere accessibilità ci ha spiegato che il cantiere stesso sta cercando  un canale perchè tutti i cittadini, non solo i disabili, non solo gli abitanti storici, ma anche i migranti e tutti coloro che da poco sono arrivati sul territorio possano contribuire alla costruzione di un Pilastro più accessibile.

“Per noi”, ci ha detto, “l’accessibilità non è solo l’ultimo gradino ma anche la relazione che si instaura quando entriamo in un luogo”. “Sara parla giustamente della sua visione parziale che parte da se stessa, ed è solo un pezzo. Dobbiamo costruire insieme tutto il resto”.

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