Le squadre no tag giocano in casa…

lavori al Pilastro

Giuseppe è al suo primo giorno di lavoro, sta ritinteggiando i piloni del portico di Via Deledda, al Pilastro. Lui in Via Deledda ci è nato, una quarantina di anni fa, e ora abita a qualche centinaio di passi da lì. E’ uno dei dieci lavoratori delle squadre anti tag assunti dalla Cooperativa FareMondi  all’interno del Progetto Pilastro 2016. I cantieri avviati sono due: Via Deledda e il Virgolone. Giuseppe lavorava in una azienda che costruiva saune e bagni turchi, è fallita nel 2014. E’ molto contento di lavorare qui “Conosco tutti, tutti mi stanno facendo i complimenti…la loro reazione ai lavori è bella… dicono “speriamo che duri…lo spero anche per me, che al Pilastro ci abito…”. Marco invece ha lavorato per 22 anni in una azienda che modellava apparecchi odontotecnici.lavori al Pilastro I lavoratori hanno età diverse, tra i venti e quarant’anni, vengono da diverse parti d’Italia o del mondo, la maggioranza di loro vive proprio al Pilastro. Hanno risposto alla raccolta di curricula organizzata all’interno del Progetto Pilastro 2016 dalla Cooperativa Camelot, sono stati selezionati su duecento candidati e assunti a tempo determinato da FareMondi, che lavora per Acer Manutenzioni sulla ripulitura dei muri.

ragazza FareMondi“Prima di iniziare il lavoro sui cantieri, le dieci persone assunte hanno seguito per due settimane il corso di formazione all’Iiple (Istituto Istruzione Professionale Lavoratori Edili)”, spiega Alessandro Gabriele, presidente di FareMondi. “Hanno ottenuto così tre attestati, importanti  per il loro futuro professionale.”

fareMondi-Marco

Dopo i lavori al Pilastro, toccherà alla Bolognina, dove il lavoro è tanto. La soddisfazione di Gabriele è grande: “il riscontro di chi abita è molto positivo, forse attendevano da tempo questo intervento”. Il contratto dura fino ad agosto, la speranza è che ci sarà altro lavoro da fare, in modo da poter rinnovare i contratti.

Malagoli in visita al cantiere

Ai cantieri sono arrivati in visita l’assessore Riccardo Malagoli e Chiara Caselgrandi, vicepresidentessa di Acer. Per l’assessore Malagoli dare lavoro a chi abita al Pilastro era proprio il fulcro del Progetto Pilastro 2016: “Questo è un cantiere importante perché dà lavoro ai cittadini del territorio”, ci dice l’assessore. “Vedere cittadini che si fermano a salutare le persone che stanno lavorando perché le conoscono, ci dà la sensazione di avere raggiunto un obiettivo: coniugare la pulizia del Pilastro con il lavoro. Dare una opportunità lavorativa a questi ragazzi è una delle cose che ci ha spinto a fare il Progetto Pilastro 2016″. Grande soddisfazione anche per Chiara Caselgrandi.

lavori al Virgolone

Al Virgolone la riverniciatura e la tinteggiatura coinvolge i numeri civici gestiti da Acer (dal 53 al 75) per coprire gli imbrattamenti, ma anche per uniformare il colore, visto che nel tempo ogni civico aveva scelto una tinta diversa. Sul cantiere incontriamo Silvio.

Silvio vive al Pilastro da 35 anni, sta lavorando al cantiere del Virgolone e abita a 200 metri di distanza. Fino al 2009 ha lavorato in una cooperativa di restauro conservativo che poi è fallita e da allora ha lavorato solo in nero. E’ contento di aver fatto il corso di formazione perchè si è aggiornato “I metodi, i materiali, le tecniche sono diverse dal 2009,  per esempio il gel rimotore”. Gli chiediamo la sua opinione sul Pilastro: “Adesso è bello, pieno di verde, rimesso a nuovo sarà una delle zone più belle della città , sperando che le persone abbiano coscienza. Sono i ragazzini a fare la differenza, gli anziani non fanno le scritte, se i ragazzini capiscono e hanno buona volontà…”

lavori al Pilastro

Torniamo al portico di Via Deledda per ascoltare le parole di Raffaele. “E’ un territorio difficile, molto complicato, un po’ conflittuale, ma siamo qui anche per questo, no?” Raffaele lavora da qualche mese con FareMondi. “Il Pilastro sembra un gran paese, si conoscono tutti,  io vengo da un piccolo paese e mi piace. Nel bene e nel male: ci saluta la mattina, ci si chiede come sta tuo padre, tuo figlio, ci si porta la spesa. Si prendono a volte un po’ a cagnara, si mandano a quel paese, ma va bene no? Gli abitanti? Reagiscono contenti, perché qualcuno si occupa di loro, del loro posto, e un po’ sfiduciati a volte perchè dicono non serve a niente…”

Ed ecco il parere di un abitante che passava di lì durante i lavori

Foto Alessandro Zanini e Damiana Aguiari

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