C’era una volta il Pilastro

comitato inquilini - Archivio La Fattoria
Quello che vedete nella foto dell’Archivio del Circolo la Fattoria è il Comitato Inquilini del Pilastro, che con le sue battaglie negli anni Settanta riuscì a rendere più vivibile il territorio. E’ una delle immagini che confluirà nell’archivio di comunità, che il Cantiere Narrazione del Progetto Pilastro 2016 sta costruendo. Nel frattempo è in via di progettazione la seconda fase del Cantiere, che riguarderà una riflessione sul Pilastro del futuro e che prevederà il coinvolgimento di alcuni artisti.

Archivio Fattoria

Il Cantiere, coordinato da Laminarie, è ancora alla ricerca sia di persone che vogliano contribuire all’archivio con i loro documenti (foto, audio, video…) sia di volontari che vogliano dare un aiuto prezioso in questa prima fase di selezione del materiale. L’archivio è digitale e quindi il materiale viene restituito immediatamente.
Abbiamo intervistato Bruna Gambarelli, di Laminarie, per farci fare il punto sul lavoro del Cantiere.
Archivio La Fattoria_aperitivo
Bruna Gambarelli: Abbiamo fatto inizialmente degli incontri con le persone che erano interessate a partecipare al Cantiere Narrazione. Da qui abbiamo creato una sorta di mailing list di persone che desideravano essere parte attiva. Con loro abbiamo capito che per raccontare il Pilastro del futuro era assolutamente necessario creare un contesto di ricordo, che riguardasse il Pilastro e che rendesse tutti i cittadini partecipi del loro passato. Così abbiamo avviato una raccolta di materiale documentario: fotografie, video, racconti, interviste, tesi di laurea.
Ci siamo resi conto subito che per noi era necessario avere l’ausilio di una persona in grado di realizzare un archivio secondo le regole diciamo cosi “scientifiche” della raccolta di materiale in modo tale che le cose fossero rintracciabili e ritrovabili, con parole chiave e attraverso un’archiviazione fatta in modo scrupoloso e scientifico, così un domani si potrà creare un vero e proprio archivio da inserire eventualmente in “Bologna, città degli archivi”.
Poi abbiamo lasciato aperto il “DOM” tutta una giornata, tutti i giovedì da marzo fino a giugno e sono iniziati ad arrivare i materiali, le partecipazioni, le persone che desideravano essere coinvolte in questa operazione.
Persone anche molto anziane che ci hanno chiesto di andare a casa loro a raccogliere materiale perché non potevano venire al DOM.

Redazione Pilastro 2016: La raccolta è ancora aperta?

B: La raccolta riaprirà al DOM a settembre. Da settembre le persone sono tutte invitate ad inviare tutti i materiali che desiderano via mail e noi li archivieremo.Gran parte delle attività del Pilastro sono già documentate in archivi creati negli ultimi 30/40 anni.
Abbiamo invitato queste realtà a fare loro una prima cernita dei materiali, dopodiché passeremo ad una ulteriore scelta per l’archivio.
Parliamo di realtà come Il Circolo La Fattoria che ha più di 4000 fotografie, realtà come i Servizi Educativi, l’Istituto Scolastico 11, il nido e la scuola “Ada Negri” che hanno già un archivio digitalizzato,  che verrà poi inglobato nel nostro. Siamo in contatto anche con la palestra di boxe e Teletorre19.

edicola Pilastro_Renato Nanetti
R.P: Quindi il Pilastro ha tanto da raccontare?B: Il Pilastro ha tantissimo da raccontare. Il problema è che questo racconto nel tempo non è mai stato sistematizzato. Naturalmente anche la Biblioteca è un polo fondamentale. Questi racconti sono disseminati nelle memorie personali delle persone, in questi archivi personali, negli archivi di queste realtà che hanno fatto tantissime attività nel corso degli anni. poi ci sono le tesi di laurea, gli studi degli urbanisti. C’è veramente tantissimo da dire. Succede in qualche modo che la storia comincia a ri-raccontarsi.
Mi auguro che questo archivio in qualche modo possa aiutare, mostrando ai cittadini cosa hanno fatto e quale riscatto sono riusciti ad ottenere con le loro storie anche personali.
Credo che questo sia il valore più grande di questa ricerca che mette in moto una sorta di desiderio di riconoscersi in ciò che sono riusciti a fare. E hanno fatto molto.Il Cantiere Narrazione si occupa anche di mettere in modo dinamiche legate ai linguaggi del contemporaneo per cercare di raccontare ciò che potrebbe essere il Pilastro del futuro. Ha un duplice scopo.
Da una parte attivare l’archivio digitale, per far capire le radici e il radicamento su questo territorio, e dall’altra tentare di immaginare il futuro. Come potrebbe essere il futuro a partire dalle conquiste, dal lavoro anche comunitario che è stato fatto in questi anni.

R.P: come lo vedi il Pilastro del futuro?

B: Il Pilastro del futuro lo vedo solido e forte fino a quando non perderà la sua caratteristica di voler creare e di desiderare una comunità competente. Di volere includere in questo tutti. E’ un territorio molto complesso e molto articolato e lo sarà sempre, però ha dato esempio di capacità nel creare quella comunità competente che permette a tutte le attività di radicarsi.
L’altra questione molto importante secondo me è che il Pilastro del futuro dovrebbe assolutamente preoccuparsi dell’accessibilità.
Ci sono tantissime cose al Pilastro: molte di queste però non sono conosciute perchè manca il livello base di accessibilità. Le persone semplicemente non lo sanno. Magari hanno un problema ma non sanno come risolverlo e la soluzione è sotto casa.
C’è un problema di comunicazione che però non può essere basata su internet, sulla mailing list, ma deve essere una comunicazione di contatto.
Noi infatti diciamo che il Pilastro ha una vocazione al contatto.

Vorrei invitare direttamente i cittadini a raccontarsi attraverso una fotografia, attraverso un racconto, attraverso un articolo di giornale che hanno custodito.
L’archivio è assolutamente digitale. Quando le persone portano i loro materiali questi materiali vengono archiviati e restituiti immediatamente.

di Jonathan Mastellari
Le foto sono dell’Archivio del Circolo La Fattoria (qui sotto lo spettacolo dei burattini, il Centro Commerciale, il Virgolone in costruzione), la foto del documento che raffigura l’edicola del Pilastro è un contributo del signor Renato Nanetti.
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