Pilastro? Gran bus ma la notte no

busNonostante il Pilastro sia considerato uno dei luoghi più lontani dal centro storico ha in realtà uno straordinario sistema di collegamenti con i mezzi pubblici unico a Bologna.
Quattro linee (14c, 20, 55 e 35) animano le vie di questa zona della città, rendendola un vero e proprio nodo di scambio, particolare importante per quello che è stato il suo sviluppo passato e futuro. Il capolinea del 20 e del 14 è poi diventato nel tempo un vero e proprio punto di riferimento e di ritrovo per chi vive al Pilastro, un luogo dove le centinaia di persone che abitano in questa zona si incrociano, si parlano, si scambiano informazioni e si conoscono.

Ma il capolinea degli autobus diventa anche un luogo per far conoscere questo angolo di Bologna, facendolo scoprire piano piano e rendendolo più umano agli occhi di chi al Pilastro non abita. Per questo abbiamo pensato di intervistare proprio al capolinea chi usa gli autobus quasi tutti i giorni, cercando di capire quali sono i pro e i contro di un servizio che ricopre un ruolo fondamentale per questa parte di Bologna.

capolinea 20 Pilastro
Roberto – 26 anni

D: Pensi che il servizio del trasporto pubblico sia sufficiente per il Pilastro?

R: Io lavoro negli uffici di Agraria e uso il capolinea come cambio tra il 35 e il 20 che mi porta vicino a casa, in centro.
E’ una zona sicuramente ben collegata, potrebbe essere considerata uno snodo cruciale per collegare la periferia ed i paesi limitrofi facendo arrivare gli autobus al capolinea “Pilastro”.

D: Come ritieni il servizio?
R: Per me che vengo dal Sud, il servizio a Bologna è in generale eccellente. Non noto particolari differenze al Pilastro.
Forse ci vorrebbero maggiori luoghi dove poter acquistare biglietti.

D: Come lo rafforzeresti?
R: Non di giorno, magari appunto qualcosa che porti nei paesi limitrofi direttamente dal capolinea. Potrebbe esserci anche un ufficio o un punto di riferimento Tper nelle vicinanze. Ho degli amici che abitano nelle vicinanze e mi dicono che un bus notturno sarebbe l’ideale perché dopo l’una tutta l’area di San Donato rimane isolata.

D: Nonostante i numerosi collegamenti perché credi che il Pilastro venga ancora percepito come molto lontano dalla città dai più?

R: Fisicamente è lontano, è alla periferia della città. Però potrebbe essere rivalutato come secondo centro.
In altre realtà europee questo sarebbe considerato un prezioso spazio rilanciato sia a livello abitativo che culturale.

bus al Pilastro

Lucia – 42 anni

D: Pensi che il servizio del trasporto pubblico sia sufficiente per il Pilastro?
Credo che sia buono: 14, 20, 35 e 55 più le altre linee extraurbane che si fermano su via San Donato mi sembrano sufficienti come copertura della zona. Io prendo il 20 tutti i giorni per andare in centro al lavoro ed è molto comodo. Il servizio è buono, anche se il 20 – la linea che prendo – è spesso in ritardo e strapieno.

D: Come lo rafforzeresti?
Il 20 ha un percorso molto lungo, che attraversa la città e arriva a Casalecchio quindi è ovvio che in certi orari si accumuli ritardo. Per migliorarla forse si potrebbero aggiungere corse in certi orari. Sul fatto che siano sempre molto pieni, forse si potrebbe pensare di usare gli autobus doppi, anche solo qualcuno. Credo anche che legare orari e corse al calendario scolastico forse è da superare.

Nonostante i numerosi collegamenti perché credi che il Pilastro venga ancora percepito come molto lontano dalla città dai più?
Il Pilastro è lontano. Con il 20 ci si impiega 20 minuti per arrivare in centro, se non di più. E con il 14 anche 40. In una città come Bologna, che non è molto grande, è un tempo molto lungo. Ma forse il Pilastro è percepito ‘lontano’ non solo dal punto di vista fisico. E allora ben vengano le iniziative per avvicinarlo al centro, la ciclabile, il Festival della Zuppa o altro per portare i cittadini verso il Pilastro.

Laura – 79 anni

D: Pensi che il servizio del trasporto pubblico sia sufficiente per il Pilastro?
R: Sì, siamo fortunati. Abito qui da quasi 30 anni e la situazione è cambiata in meglio. E’ stato migliorato il servizio e il bus mi porta un po’ ovunque. Per le persone della mia età è importante.

D: Come ritieni il servizio?
A volte c’è molta confusione nell’ora di punta, ma non credo dipenda da Tper. Il fatto è che ci sono comunque tante corse. Mi ricordo quando a Bologna si parlava della metropolitana, forse quello avrebbe risolto…con gli autobus tutti salgono insieme in piccoli spazi. Per il resto è buono.

D: Come lo rafforzeresti?
Non credo ce ne sia bisogno, forse solo nei weekend. Il problema per noi anziani è il centro chiuso, perchè nonostante le navette alcuni punti per noi rimangono lontani da raggiungere a piedi.

D: Nonostante i numerosi collegamenti perché credi che il Pilastro venga ancora percepito come molto lontano dalla città dai più?
Il Pilastro non è lontano. Nel senso che si è in periferia, ma 20 minuti di autobus per una città grande non è tanto.
Credo che i giornali e le istituzioni per molti anni hanno fatto in modo che questa zona venisse considerata lontana per vari motivi. Oggi invece sono contenta dei lavori che si stanno facendo, speriamo però che tutto non cada dopo la fine dei festeggiamenti e che le cose addirittura non peggiorino.

bus
Jessica – 29 anni

D: Pensi che il servizio del trasporto pubblico sia sufficiente per il Pilastro?
R: Prendo l’autobus quasi tutti i giorni per andare in centro città e penso che siamo molto fortunati ad avere tutti questi autobus. Vorrei assolutamente avere un autobus notturno e credo sia incredibile che non ci abbiano mai pensato. Sarebbe anche qualcosa di fondamentale per rilanciare la zona. Come pensano che le persone possano venire a vivere in un luogo dove dopo l’una di notte non arrivi mentre in quasi tutta la città hai un autobus che ti porta a casa? Per il resto niente da dire, anzi

D: Come ritieni il servizio?
R: Buono anche se a volte ho percepito un po’ di pregiudizi da parte di autisti e controllori durante le corse dirette al Pilastro. Ho visto scene nelle quali c’erano ragazzi che si stavano per picchiare mentre eravamo con l’autobus ormai al Pilastro e gli autisti hanno evitato di intervenire o fermare l’autobus. Credo che se fossimo stati in centro questo non sarebbe accaduto, credo che qualcuno di Tper avrebbe fatto qualcosa. Negli scorsi mesi ho visto un accanimento dei controllori in queste zone, come se noi non facessimo mai il biglietto.

D: Come lo rafforzeresti?
R: Autobus notturno e luoghi dove poter acquistare il biglietto. Se la macchina automatica a bordo non funziona e le tabaccherie sono chiuse, non ci sono altre possibilità di fare il biglietto.

D: Nonostante i numerosi collegamenti perché credi che il Pilastro venga ancora percepito come molto lontano dalla città dai più?
Mi sono trasferita qui una decina di anni fa con la mia famiglia. Credo che da sempre il Pilastro sia stato lasciato solo e quindi ovviamente considerato lontano. Se lasci solo qualcuno, questo per sopravvivere si deve costruire un’identità forte e questo è quello che è successo al Pilastro.

Testo di Jonathan Mastellari, foto di Lino Bertone

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