Pilastro: la parola a Tper

bus

Dopo aver intervistato alcuni cittadini del Pilastro su come viene percepito da loro il sistema dei servizi pubblici Tper che collegano questa zona di Bologna al resto della città, abbiamo avuto il piacere di intervistare anche il responsabile dell’Ufficio Stampa dell’azienda, Paolo Mezzetti. Gli abbiamo posto alcune domande emerse durante le interviste ai cittadini.

Il Pilastro è servito da molte linee di autobus. E’ sempre stato così? Da cosa è nata questa scelta? 

Il trasporto pubblico al Pilastro si avvia a raggiungere la boa del mezzo secolo di vita, traguardo condiviso con l’insediamento abitativo stesso. Come si evince anche dalla scheda storica precedentemente postata su questo blog, che meglio spiega i servizi nel loro divenire nel tempo, il trasporto pubblico ha subito via via modifiche ed evoluzioni in relazione alle mutate esigenze di mobilità e all’espansione del territorio urbanizzato; si può dire che il servizio di bus ha sempre accompagnato la crescita della zona e delle aree limitrofe. Questo è proseguito nel tempo ed anche negli ultimi decenni, che hanno visto un notevole sviluppo in termini di superfici commerciali, attività sociali e produttive in genere, sia al Pilastro che intorno ad esso, nei territori confinanti e ad esso strettamente connessi della zona Roveri e dell’area del Caab/Meraville.

Qual è il rapporto di Tper con questa area di Bologna? Il tasso di evasione sui biglietti corrisponde a quello medio cittadino? 

Come detto, la storia del Pilastro è fortemente intrecciata con i servizi di bus: non c’è Pilastro senza trasporto pubblico, si potrebbe dire semplificando; ma, oggi, invertendo i termini, è altrettanto vero che un’importante parte del trasporto pubblico non fa a meno del Pilastro, a conferma dell’integrazione ormai completa di questa parte di città con il resto dell’area metropolitana. Ne è prova il fatto che il Pilastro è collegato da linee urbane “portanti”, come la 14 e la 20, oltre che dalla linea 35, linea che negli ultimi anni ha aumentato la propria importanza, le corse e i carichi d’utenza, servendo punti di grande interesse cittadino. Un’ulteriore linea, la 55, attraversa tutta la periferia orientale della città dal Pilastro fino alla stazione di San Ruffillo. 

Il dato di evasione tariffaria è calcolato da Tper non su base territoriale, ma per linea; non è possibile, quindi, circoscrivere l’entità del fenomeno ad una zona della città. In generale, le linee a maggiore frequentazione sono quelle su cui si registra un tasso d’evasione leggermente più alto della media complessivamente rilevata sull’intero servizio urbano: la 14 e la 20 non fanno eccezione. Su queste linee, oggi, la percentuale di evasione rilevata si attesta poco oltre il 7%, contro una media urbana complessiva che si aggira intorno al 6,5%. Sulla linea 35, invece, caratterizzata maggiormente da spostamenti effettuati per motivi di studio e lavoro, quindi da un’utenza abituale e generalmente abbonata, la percentuale di evasione scende sotto il 5%.

bus al Pilastro

Molte persone lamentano la mancanza di collegamenti notturni tra la città e San Donato, per non parlare di Pilastro. Per quale motivo non si sviluppa la rete notturna fino a questi territori? 

La via San Donato è servita dalla linea notturna 61 all’altezza di via del Lavoro e viale della Repubblica, più lungo tutta via Beroaldo, via Mondo e viale della Repubblica. La linea 61, al pari dell’altra circolare notturna 62, è un percorso di collegamento del centro con le prime e medie periferie cittadine, in servizio nelle ore notturne.

Le risorse attualmente a disposizione per il trasporto pubblico, previste nel Contratto di Servizio in essere tra l’Agenzia per la Mobilità e l’azienda di gestione, non consentono un’estensione del servizio delle linee urbane diurne alle ore notturne. Anche una sola corsa ogni ora comporterebbe costi notevoli in termini di esercizio (mezzi e autisti, personale operativo in centrale e su strada) che richiederebbero una corrispondente copertura economica aggiuntiva rispetto alla programmazione attuale.

In previsione dell’apertura di FICO, saranno apportati cambiamenti nei percorsi Tper al Pilastro?  

Ogni decisione in merito dovrà sempre essere assunta dall’ente responsabile della programmazione dei servizi, in questo caso il Comune di Bologna, nell’ambito dell’interlocuzione che sempre intercorre con l’azienda di gestione, Tper. L’orientamento attuale, comunque, non è quello di modificare i servizi ordinari di linea, quanto invece quello di approntare un servizio aggiuntivo ad hoc diretto a FICO, che sarà modulato sulla base delle esigenze di mobilità legate all’accesso dei visitatori al nuovo importante insediamento.

Intervista di Jonathan Mastellari

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