Levare e battere: un calendario in controtempo per DOM

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Laminarie ha presentato la nuova stagione del teatro DOM la cupola del Pilastro che proseguirà fino alla fine di aprile e ospita residenze artistiche, spettacoli, incontri pubblici, progetti internazionali. L’inaugurazione sarà martedì 23 febbraio alle ore 18. Nell’anno del 50° anniversario del rione Pilastro, DOM festeggia con un programma che ribadisce la sua vocazione a mettere in contatto il teatro con gli abitanti e gli artisti con gli spazi di creazione, così come la periferia con il centro e Bologna con l’Europa e il mondo. Levare e Battere è un programma teatrale ritmato dall’urgenza di ridare centralità alla creazione artistica intesa come lavoro.


Con questo nuovo programma, Laminarie pone una riflessione che riguarda il ruolo di DOM nel nuovo panorama teatrale italiano, da poco riordinato dal Decreto Ministeriale sullo spettacolo dal vivo, e attraversato da profondi cambiamenti e da una certa “saturazione” delle programmazioni.

“Per noi la direzione è chiara: occorre togliere, levare, per avere l’agio di respirare e poter battere sui contenuti e prassi”. Dice Febo Del Zozzo “Questo è un percorso che porta costantemente a ricominciare e a rimisurare il senso del nostro progetto e delle nostre capacità. Dopo tante attese volute e discussioni cercate abbiamo chiamato questo periodo di apertura Levare e battere. In ricordo del ritmo, e del lavoro. Strumenti indispensabili non solo per il teatro”.

Con l’obiettivo dell’essenzialità (“levare”), il nuovo calendario di DOM è articolato su due assi principali: residenze artistiche e incontri pubblici. Due prassi già sperimentate da Laminarie nel corso delle stagioni precedenti e che costituiscono due strumenti fondamentali per insistere sulla direzione da tempo scelta per DOM (“battere”): costruire relazioni feconde con gli artisti da un lato e con il pubblico e i cittadini dall’altro.

A queste due modalità operative si affiancano collaborazioni con altre Istituzioni culturali della città, progetti di attivazione territoriale e coinvolgimento dei cittadini, e una forte spinta internazionale.

Si inizia martedì 23 febbraio con l’inaugurazione, dal titolo “L’azione bella”.

La serata è dedicata al tema del lavoro nelle sue diverse declinazioni, ed è accompagnata dalla mostra “Ecuba – porti e periferie del Mediterraneo” che raccoglie fotografie di Mario Carlini e video di Visual Lab dedicati al progetto internazionale che Laminarie porterà avanti fino al 2017 attraversando città e porti in tutto il bacino del Mediterraneo e costruendo tappa dopo tappa lo spettacolo “Ecuba” con la partecipazione in ogni luogo di cittadini, attori e figure del luogo.

Alle 18 si terrà un incontro pubblico cui partecipano l’assessore regionale Massimo Mezzetti insieme a Bruna Gambarelli e Febo Del Zozzo di Laminarie durante il quale si discuterà della peculiarità del lavoro culturale nella nostra regione.

La serata proseguirà alle ore 20 con una discussione sul libro Diario di fabbrica appena edito da Marietti e che raccoglie le note diaristiche tracciate da Simone Weil su un quaderno nei mesi della sua esperienza come operaia tra 1934 e 1935.

Più che una semplice presentazione del libro, la serata si prospetta come un vero e proprio momento di confronto e di attualizzazione dei temi cari alla Weil. La curatrice Maria Concetta Sala e Giancarlo Gaeta (che ha firmato l’introduzione al volume) dialogheranno infatti con un lavoratore della Philips Saeco di Gaggio Montano che ha partecipato al recente presidio di 71 giorni contro i licenziamenti dell’azienda, accompagnato da Azzurra D’agostino e Daria Balduccelli di Sassi Scritti, associazione apartitica che ha seguito il presidio con il progetto Poesie per farsi coraggio, portando nella valle montana tutti gli artisti desiderosi di manifestare la propria solidarietà alla comunità colpita dai licenziamenti.

Il calendario della rassegna sul sito di DOM

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