Quel violino del Pilastro

Dietro al concerto dell’Orchestra Senzaspine organizzato per l’inaugurazione di #PrimaveraPilastro2016 del 5 marzo alla Casa di Comunità di via Pirandello c’era il Centro Volontariato Sociale e il suo Maestro liutaio. Infatti uno dei violini e la viola impiegati quel giorno hanno visto la luce proprio al Pilastro, esattamente nel laboratorio di liuteria del C.V.S. che da molti anni annovera fra le sue molteplici attività, la costruzione ed il restauro di strumenti a corda: chitarre, viole, violini, mandolini.

Il CVS è nato nel 1982 con il proposito di offrire una opportunità alla fascia di adolescenti e giovanissimi a disagio sociale attraverso percorsi formativi svolti nei propri laboratori artigianali di falegnameria e ceramica. Dal 2010, grazie al contributo professionale di Gianni Orsini, ha introdotto fra le sue attività la realizzazione di strumenti musicali.

Abbiamo incontrato Orsini nei locali del CVS in una pausa di lavoro.

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Redazione Pilastro: Come ha avuto inizio la sua attività?

Gianni Orsini: Ho avuto passione per gli strumenti musicali fin da ragazzo. Dopo aver fatto per vent’anni il capotreno nelle Ferrovie dello Stato, sono venuto a sapere che Otello Bignami (uno degli “storici” liutai di Bologna) aveva  aperto,  grazie al CNA, una scuola di liuteria alla quale mi sono subito iscritto. Dopo 4 anni di formazione ho iniziato a lavorare “in proprio” realizzando soprattutto violini ed, occasionalmente, altri strumenti: viole. violoncelli, una viola da gamba, un paio di liuti…

RP: Come è nata la sua collaborazione col CVS ?

GO: Bruno Benassi, “anima” del CVS e mio vecchio amico, ha avuto l’idea di aprire un laboratorio di liuteria che formasse istruttori in grado di tramandare il mestiere e mi ha proposto che fossi io ad occuparmene. Quattro volontari hanno dato la loro disponibilità, così abbiamo cominciato ed oggi, a distanza di pochi anni, hanno acquisito il know how necessario a gestire in tutti i dettagli un corso per la costruzione di violini.

RP: Come è organizzato il corso ?

GO: A questa domanda preferirei che rispondesse Domenico Spolzino, uno dei formatori attivi al CVS.

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Domenico Spolzino: Chi vuole vivere quest’esperienza, può venire ad iscriversi ad un corso completo durante il quale gli verranno forniti i materiali, le attrezzature e tutta l’assistenza necessaria per portare a termine la costruzione dello strumento che poi resterà di sua proprietà.

RP:  Quanto tempo occorre? E quanto costa costruirsi un violino?

GS: Un professionista impiega mediamente un mese lavorando otto ore al giorno per realizzare un violino.  Al CVS offriamo blocchi di 20 ore di lezione a € 100. In media, occorrono non meno di 200 ore di attività di laboratorio. Naturalmente molto dipende dall’esperienza, dall’attitudine e dalla motivazione della singola persona.

Attualmente stiamo lavorando con diversi allievi ad una decina di strumenti. Una ragazza, già diplomata al Conservatorio, ha deciso di venire qui per realizzare un suo sogno: entrare in possesso di uno strumento fatto con  tutti i crismi e i materiali pregiati utilizzati nell’antica tradizione artigianale al confronto della quale nessun prodotto industriale può competere.

Per esempio, esiste un solo legno adatto a realizzare la tavola armonica, la parte superiore del violino, quella che deve  catturare il suono dalle corde e trasmetterlo amplificato a tutte la altre parti dello strumento, ed è l’abete della Val di Fiemme: lo stesso che utilizzava Stradivari. L’abete ha delle proprietà uniche nel trasporto del suono. E’ stato sperimentato che una persona posta all’estremità di un asse di abete lungo quattro metri può sentire distintamente il rumore di un’unghia che graffia l’estremità opposta. Tutto il resto dello strumento è generalmente fatto di acero, ad eccezione della “tastiera”, la parte nera del manico su cui premono le dita del musicista, che è di ebano. 

…E il discorso si fa sempre più affascinante trasportandoci in un mondo straordinario dove si parla di violini come di creature vive, di organismi che possiedono una precisa struttura la cui conoscenza si è consolidata attraverso secoli di sapienza costruttiva. Un patrimonio da preservare che esperienze come quella del C.V.S. permetteranno di non disperdere.

Testo e foto di Lino Bertone

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