Bruno Nataloni: la scuola, la religione e il teatro

bruno nataloni

Ha radunato un pubblico di 200 persone al Centro Sociale di via Dino Campana, al Pilastro, lo scorso 12 marzo, col suo spettacolo “Parabola di un clown”, raccontando con monologhi divertenti, a tratti dissacranti, alcune parabole della religione cattolica… Parliamo di Bruno Nataloni, un passato da comico-cabarettista che ha collaborato con famosi nomi dello spettacolo e ha partecipato ad alcuni programmi televisivi. Oggi per scelta personale, fa l’insegnante di religione alle Saffi, noi l’abbiamo invitato in redazione e gli abbiamo chiesto di parlarci un po’ del suo rapporto con la scuola, i ragazzi e il teatro.

Bruno NataloniPartiamo proprio dalla sua esperienza di insegnante di religione alle Saffi…. Come si fa a insegnare un argomento tanto delicato in una scuola così multietnica?

La sua risposta è stata molto illuminante….Bruno, insieme all’insegnante di materia alternativa, ha intrapreso un percorso di insegnamento sperimentale: quello che insegna è “Fenomenologia delle religioni”, una sorta di analisi comparata delle religioni. “Partendo dallo studio delle scritture” ci spiega Bruno, “si arriva ai tempi liturgici delle feste, che molte religioni monoteiste hanno in comune.” Il risultato è che i ragazzi si interessano e partecipano molto, in particolare i ragazzi musulmani, che hanno esperienze di vita talvolta più crude e dirette, pongono quesiti anche piuttosto difficili. “Ma una delle cose più belle”, continua Bruno è “il rapporto individuale che si instaura coi ragazzi, molti di loro arrivano a confidarsi e a parlare dei loro problemi”. Bruno insegna religione anche alle medie Leonardo da Vinci, in via Zuccardi Merli, un contesto diametralmente opposto, come ci conferma, paragonando scherzosamente, “tre ore di lezione alle Saffi a 6 ore al Leonardo da Vinci”. Quello che auspica è che si possano creare occasioni di incontro fra i ragazzi delle due scuole, che altrimenti “vivono in compartimenti stagni, come in una specie di microcosmo che li protegge ma li isola anche”. Secondo Bruno comunque il corpo docente delle Saffi, proprio grazie al mix sociale  e culturale degli studenti, è uno dei più preparati e motivati. Ne parla come di una grande squadra sempre pronta ad affrontare e risolvere problematiche nuove, lavorando  a stretto contatto col territorio.

Parliamo poi del rapporto tra scuola e teatro.

“Il teatro è un ottimo strumento educativo”, ci dice Bruno, “la cultura e la bellezza dell’arte devono far parte della vita dei ragazzi” e ci racconta come proprio l’anno scorso una classe delle Saffi ha vinto un bando  di concorso della Regione: “Io Amo i Beni Culturali” e ha partecipato  a un percorso guidato teatrale alle Collezioni Comunali d’Arte. “I ragazzi sono stati entusiasti di questa esperienza e hanno capito come la cultura e l’arte non siano dei nemici, ma possono essere qualcosa di molto vicino a loro. I ragazzi hanno un’ottima predisposizione al concetto di festa e di musica,  che va però disciplinata”. Anche per gli insegnanti è stata un’esperienza professionalmente e umanamente molto intensa, che sicuramente si cercherà di ripetere.

Concludiamo con il grande successo di “Parabola di un Clown”, lo spettacolo che ha radunato quasi 300 persone, la maggior parte delle quali non del Pilastro.

“E’ stato un miracolo”, comincia Bruno ridendo, neanche lui si aspettava tanto pubblico … Location grande ma decisamente non teatrale, scelta all’ultimo momento, senza un palco a dividere l’attore dagli spettatori, il Centro Sociale per come è strutturato ha contribuito a creare un contatto diretto con la gente e un coinvolgimento emotivo molto più alto del solito…. La sua soddisfazione e gioia più grande è stata proprio la varietà di pubblico che ha assistito al suo spettacolo: dal religioso al laico, dal cattolico al musulmano, gente del centro e gente del Pilastro, tutti a stretto contatto….
Ma com’è nato il testo? Al di là del contenuto strettamente religioso, con salde radici nel Vangelo,  Bruno ha voluto dare alla narrazione un impianto estetico ispirato alle tradizioni di altre religioni, in particolare alle danze Sufi dei Dervisci …. Una forma di preghiera confessionale con un’alta valenza estetica oltre che sacra … Il suo scopo era quello di dare vita a una testo di ispirazione cattolica con una storia fruibile anche dai non cattolici e a giudicare dal risultato c’è riuscito benissimo ….

Non è comunque la prima volta che il Pilastro ospita le attività teatrali di Bruno Nataloni , che già alla fine degli anni 90 insieme a Sandra Cavallini, tenne il Laboratorio Comico Permanente. Nataloni ha poi collaborato ad alcune iniziative culturali del Circolo La Fattoria e di queste esperienze conserva un bellissimo ricordo, perché per lui l’esperienza culturale, fatta tra la gente comune, è la più genuina e spontanea di tutte …“Per chi fa teatro di professione è una sorta rilassamento dal professionismo, che porta a riscoprire un certo naive, fatto di semplicità  ma anche di grande profondità poetica”.

Per chi si fosse perso “Parabola di un clown” o volesse rivederlo, Bruno Nataloni replica al Teatro Bristol il 29/05 e chissà… forse la Nuova Arena del Parco Pasolini potrebbe ospitare presto qualche suo spettacolo, magari anche coi ragazzi delle scuole Saffi…

di Chloy Vlamidis, foto di Lino Bertone

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