La poesia si posa sulle panchine del parco Pier Paolo Pasolini

Panchina parco Pasolini

Qualcuno stanotte ha lasciato un regalo sulle panchine del Parco Pasolini: due fogli di carta, appoggiati allo schienale, con alcune righe scritte a mano in corsivo tratte da “L’odore dell’India”, il libro in cui Pasolini raccolse le sue impressioni durante il viaggio in India, nel 1961, insieme a Elsa Morante e Alberto Moravia.
“Nel mare non c’è una luce, un rumore: qui siamo quasi sulla punta di una lunga penisola, di un corno della baia che forma il porto di Bombay: il porto è in fondo. Sotto la piccola muraglia, ci sono solo delle grosse barche, rade e vuote. A poche decine di metri, contro il mare e il cielo estivi, si alza la Porta dell’India”.

Panchina parco Pasolini
“Le donne deposero sulla sabbia i vassoi, e i bambini cominciarono a ruzzare intorno, allegri, chi
correndo, chi giocherellando con le manine nella sabbia: senza che nessuno li sgridasse, o li
richiamasse all’ordine. Del resto anche i grandi compivano il loro rito con grande umiltà e distacco,
senza molta preoccupazione, senza visibile devozione.
panchina parco Pasolini
Ringraziamo l’anonimo o anonima amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e di Pier Paolo Pasolini che ha lasciato queste tracce sulla collinetta del parco e nell’area giochi.
Grazie davvero.
di Lorenza Zullo e Lucia Manassi
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