Ramia Beladel, giovane artista marocchina, al DOM

ramia beladel
Questa sera, venerdì 29 aprile, a DOM la cupola del Pilastro andrà in scena Ramia Beladel in Waiting for Godot while waiting for himself, poi il pubblico incontrerà l’artista.
E’ la terza residenza del programma di DOM Levare e battere e si sviluppa nell’ambito di Europe Grand Central, un progetto europeo sostenuto dal programma Creative Europe, e che costituisce un’indagine a tutto campo sul tema dei confini in cui Laminarie è partner di altre sette realtà europee.
Ramia, classe 1987, propone un progetto, appositamente studiato per la sua residenza a DOM, che l’ha portata per le vie del rione nell’osservazione dei passanti e delle persone in attesa. La dimensione dell’attesa viene indagata attraverso differenti medium: dalla fotografia alla performance, dal video al saggio, fino al profumo. Federica Rocchi, di Laminarie, l’ha intervista. Ecco cosa ha risposto Ramia alla domanda: “La tua relazione con il Pilastro?”

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“Molto accogliente. Sono entrata in contatto con la comunità marocchina qui al Pilastro e anche questo è stato interessante. Mi sono sentita a casa. E ho potuto vedere come italiani e marocchini convivono in questa città. Ho fatto alcune interviste con alcune delle donne che vengono alla scuola di italiano qui a fianco al teatro, e mi è parso che loro sentano una sorta di armonia, a tratti disturbata, a tratti no, ma c’è una sorta di armonia… E il disturbo mi sembra che venga non dalla comunità ma da fuori, su un piano politico. Mentre a livello di scambio sociale, c’è qualcosa che si sente di molto umano.”
L’Associazione Laminarie ringrazia l’associazione Al Ghoufrane di Bologna per la collaborazione nella realizzazione del progetto.
Foto by Laminarie

 

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