In viaggio sul 20 notturno

bus

Alla fine di maggio finirà la sperimentazione del servizio notturno delle linee 20N e 25N istituito da Tper dal 1 aprile  per le notti tra il venerdì e il sabato e il sabato e la domenica. Un’occasione per collegare con i mezzi pubblici il Pilastro al centro anche la notte, un’esigenza sentita soprattutto dai più giovani. Il bus passa ogni 40 minuti tra le 0.30 e le 5.30. Un sabato di maggio abbiamo preso intorno alle due di notte la linea 20N diretta verso il nostro rione per capire chi lo utilizza, quali sono i lati positivi e le criticità di questo nuovo servizio.

A bordo del 20 abbiamo fatto qualche domanda a Luisa e al suo fidanzato Antonio che abitano nello studentato al Villaggio San Giorgio, non lontano dall’Hotel Savoia. Da settembre di quest’anno.

Luisa: “Prima arrivare a casa di notte era scomodo. Ammetto che a volte l’abbiamo fatta anche a piedi, il più delle volte abbiamo preso l’ultima linea del 20 (quella che arriva al Pilastro intorno all’1 e 20 della notte) e altre volte anche in taxi che però è una spesa. Noi speriamo che questo servizio continui perché è comodo e serve ad avvicinare questa parte della città al resto di Bologna.”

Antonio: “Io sono a Bologna da più tempo. E poi per vari motivi siamo finiti qui e alla fine ci stiamo anche bene. Il fatto che sia lontano dal centro un po’ è scomodo anche di giorno ma dopo un po’ ci  fai l’abitudine. Nelle città più grandi se prendi la metropolitana più o meno ci metti lo stesso tempo che ci metti dal Pilastro a via Rizzoli. Questo servizio notturno è proprio una buona idea. Se continuano a mantenerlo secondo me serve ad avvicinare più persone.”

Abbiamo anche fatto qualche domanda a Josef, un ragazzo sui 30 anni che dal Marocco è venuto abitare al Pilastro due anni fa. Ora qui risiede con dei connazionali e lavora poco lontano.

Josef: “A me qui piace e ho anche una parte di famiglia che abita qui. Nel week end quando esci se non hai la macchina come me e molti altri per tornare a casa era sempre un problema. Magari si andava in zone vicine o si doveva comunque prendere la macchina di qualcuno nella comitiva per andare in centro.

Questa idea a me piace e credo che bisognerebbe continuare cosi. Se poi dicono che questa zona ha dei problemi è anche perché la gente non ci viene perché dice che è lontana. Ma dove? Magari vengono al Meraville senza lamentarsi però non si rendono conto che il Pilastro gli è attaccato e quindi in quel caso per la gente uno è lontano e l’altro no. Io continuerei cosi.”

Sul 20 notturno su cui siamo saliti noi non c’erano solo studenti, ma anche da coppie più grandi di età e gruppetti di persone che comunque hanno scelto di usare questo servizio per raggiungere anche altre zone del quartiere San Donato.

Qualcuno al Pilastro auspica che la prossima frontiera del trasporto verso il rione sia il trasporto ferroviario rendendo lo Scalo San Donato, oltre che una stazione merci, anche una stazione passeggeri.

Testo di Jonathan Mastellari

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