Sogno di una notte di mezza estate. Grazie Maestro

Arena Pasolini

Il 2 luglio il sogno del Pilastro s’infranse sotto una pioggia battente. Il concerto dell’Orchestra del Teatro Comunale divenne un lontano miraggio. Troppo bello per essere vero. Mesti tornammo verso casa.  Quando mai si sarebbe ripresentata un’occasione simile al Pilastro?
19 luglio. Pomeriggio. Sul palco dell’Arena Pasolini compaiono, disposti in semicerchio, sedie e leggii. Di fronte ad essi, svetta il podio del Direttore d’orchestra.

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Verso le 19 l’arena, lambita dai raggi del caldo sole estivo al tramonto, comincia ad animarsi: arrivano i musicisti. Si aprono le custodie, si accordano gli strumenti, si dispongono gli spartiti sui leggii. Qualche minuto dopo, iniziano le prove.

Sopraggiungono anche i primi spettatori: gli abitanti del rione. Questa volta non vogliamo perdere neppure una nota. Qualcuno si accomoda sui piccoli morbidi cuscini posati sulle dune polverose dell’Arena, qualcun’altro sulle panche in ceramica color ciliegia.  Un po’ alla volta giungono persone provenienti da altre zone di Bologna. Genitori con passeggini, bambini scatenati e chiassosi, gruppi di giovani, anziani e perfino qualche cane al guinzaglio.  Si chiacchera allegramente. Chissà cosa penseranno i musicisti di questo eccentrico e insolito pubblico.……

Alle 20 tutto è pronto. Arriva il Maestro Roberto Polastri.  Si può dar inizio al ConcertoMozart, Sinfonia in sol minore n° 40 K 550; Mendelssohn-Bartholdy da Sogno di una notte di mezza estate op. 61, Intermezzo e Notturno; Verdi da La Traviata, Preludio atto I°; Rossini da La Cenerentola, Sinfonia.

Il tempo si scompone tra le note. Il Virgolone protegge l’arena dal rumore della città, circondandola con un lungo abbraccio. La musica fluisce leggera verso il cielo.

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Con il crepuscolo inizia la metamorfosi. L’atmosfera campestre si rarefà, divenendo garbata ed elegante.Sotto il riverbero della luna piena, i violini si amalgamano armoniosi al frinire delle cicale. Bambini di tutti i colori fermano le loro frenetiche corse per battere il tempo con i sassi. Vecchi signori camminano con il deambulatore fin sotto l’orchestra e si siedono silenziosi sul bordo del palco. Cani accovacciati e insolitamente tranquilli. Siamo tutti magnetizzati dalla Musica. Quanti applausi.

Il Pilastro ha sognato davvero, in questa notte di mezza estate.
Grazie Maestro.

Di Lorenza Zullo, foto Lino Bertone e Lorenza Zullo

 

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