Periferie partecipate: a Roma la scommessa sul parco di Centocelle

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Apriamo con un’esperienza romana una nuova rubrica che il nostro blog vuole dedicare a esperienze di rigenerazione urbana basate sulla partecipazione civica. Vogliamo allargare lo sguardo dal Pilastro a Bologna e da Bologna a tutto il mondo per raccogliere nuove idee e aprirci su nuovi orizzonti. Se avete segnalazioni scriveteci a redazionepilastro2016@gmail.com
Siamo dunque a Centocelle nella periferia est della capitale. E’ qui che sta prendendo vita un esperimento per riqualificare una vastissima zona verde, il Parco Archeologico di Centocelle, coinvolgendo i cittadini, le associazioni, le scuole e le istituzioni. Il parco è il più ampio polmone verde della zona, in cui abitano circa 56.000 persone, è poco vissuto visto che i problemi non mancano: abusi edilizi, rottamatori mai fatti spostare altrove, discariche abusive, piccole baraccopoli che poi vengono abbandonate, incuria, mancanza di attrattive….

Cittadini e associazioni si stanno mobilitando per ridare vita a questo spazio, in un percorso collettivo. Alessandra Noce è una cittadina che insieme ad altri sta sperimentando un cammino collettivo per cambiare le cose. E’ la presidente dell’Associazione 100eacapo , associazione di promozione sociale, e collabora sul territorio con il Comitato di Quartiere di Centocelle e con quello di Torre Spaccata.

Redazione Pilastro 2016: Ci racconti qualcosa di te e della tua associazione?
Alessandra Noce: Io ho iniziato il mio percorso come cittadina attiva sul territorio di Centocelle, proponendo delle iniziative estemporanee, come la “Bici in piazza a Centocelle”: l’obiettivo era realizzare un’isola pedonale all’interno del territorio in collaborazione con la scuola e varie associazioni. L’evento ha avuto molto successo, il quartiere si è riempito di persone che scorazzavano in sella alle biciclette e ai monopattini. Abbiamo organizzato laboratori ludici per bambini, eventi sportivi e corsi di educazione stradale. E’ stato il primo passo per formare una rete tra associazioni, scuole e istituzioni. Poi abbiamo formalizzato l’impegno creando l’associazione e con questa abbiamo adottato un piccolo giardino pubblico, vicino a Piazza San Felice, sempre a Centocelle. L’inaugurazione di quella che abbiamo chiamato “L’isola felice” è avvenuta ad aprile del 2016, l’associazione ha coinvolto altri cittadini e altre cittadine e l’esperienza si è rivelata decisamente positiva.
L’associazione si impegna a garantire il servizio di apertura e chiusura del cancello del giardino (che era stato inglobato nei cantieri per la costruzione della metro C e quindi chiuso al pubblico per tanto tempo), di curare il verde oltre alle tante attività rivolte ai bambini per la sensibilizzazione e la promozione dei temi dell’ambiente. E questo ci ha permesso di aprire una collaborazione con il Municipio e a breve con la Parrocchia. Il progetto è cresciuto ed ha ricevuto anche il sostegno dell’Università LUISS – Laboratorio per la Governance dei Beni Comuni.

Grazie a questo primo esperimento riuscito, abbiamo ottenuto l’attenzione delle istituzioni e abbiamo cominciato a lavorare su questo spazio molto più vasto e impegnativo: il Parco Archeologico di Centocelle, un parco ricco di risorse storiche, archeologiche e ambientali. A maggio per esempio abbiamo organizzato un evento, “Dalla terra al cielo”, che segnasse una sorta di gemellaggio tra le due aree verdi, in collaborazione con volontari ed altre associazioni, come Pomerium onlus e A.s.d. Associazione Popolare di Scacchi.

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RP: Ricevete dei finanziamenti dal Municipio per le vostre attività?
AN: No, non riceviamo dei finanziamenti, però collaborano con noi, ci danno il patrocinio per gli eventi oppure ci facilitano nella concessione delle autorizzazioni. I Municipi intorno al parco di Centocelle sono tre, è difficile riuscire a coordinare tutti e trovare un punto di incontro. Erano stati anche stanziati dei soldi per il parco, ma poi per motivi vari sono stati tagliati, ridotti o destinati ad altro.

RP: E ora cosa volete fare?
AN: La rete che abbiamo chiamato “Comunità per il Parco Pubblico di Centocelle” si sta ampliando, ha coinvolto altre associazioni e realtà che già lavoravano sulle problematiche del Parco come i Comitati di quartiere di Centocelle e di Torre Spaccata. L’idea è quella di lavorare tutti insieme coinvolgendo anche altre realtà. In questi mesi, oltre ai problemi della scarsa manutenzione del verde e della mancanza di sorveglianza, ci sono stati anche problemi di incendi e di accesso: infatti ultimamente l’accesso al parcheggio interno nel Parco è stato chiuso con dei blocchi di cemento in quanto sembra che non sia regolamentare. Questo provvedimento ha peggiorato la situazione visto che al momento si può accedere solo a piedi o in bici. Le persone interessate al Parco sono ancora più scoraggiate visto che l’area era già poco frequentata e percepita come insicura. Una delle proposte che abbiamo iniziato a fare è un monitoraggio sistematico del Parco, per cercare di mappare le criticità, capire dove sono le discariche abusive, gli accampamenti precari, per cercare di risolvere questi problemi in collaborazione con le Istituzioni e di promuovere iniziative per la sua valorizzazione. Sappiamo che per il Parco sono attivi altri gruppi di cittadini, e anche il WWF perché nel Parco, oltre ai tantissimi problemi, vivono diverse specie di uccelli e animali, che sono una grande ricchezza da tutelare. Speriamo quindi che siano sempre di più le persone interessate alle sorti del Parco Archeologico di Centocelle, un bene pubblico che è, e deve rimanere, di tutti.

RP: Ci racconti qualcosa di Centocelle?
A.N: La sua struttura ricorda molto quella di un paesino, con case alte tre quattro piani e i vicini che si conoscono tutti. Nacque intorno al primo aeroporto italiano, ubicato proprio nel Parco Archeologico di Centocelle e costruito qui nel 1909. Ora è un quartiere multietnico, molti arabi e indiani vivono qui. Negli ultimi anni sono stati aperti molti bar, pub e ristoranti e la nuova linea della metro ha favorito i collegamenti verso il cuore della città.  Nel quartiere non mancano però i problemi: mancano aree ludiche attrezzate e molte zone, soprattutto gli spazi verdi pubblici, sono abbandonate e incustodite. Spesso, proprio nelle aree verdi del quartiere, si trovano disseminate qua e là discariche abusive o piccole baraccopoli disabitate.

Ecco un piccolo elenco di link di alcuni di coloro che hanno partecipato alle iniziative per il parco:
Mario Caldaro, rivenditore di bici
Centocelle Storica – Comitato di quartiere Centocelle Storica
L’Associazione pomeriumonlus, ha aiutato con gli aquiloni e altre attività
L’Associazione 100eacapo che segue il giardino e le iniziative di promozione sociale sul territorio

Le foto sono di Alessandra Noce

 

 

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