Non ci casco! La campagna anti truffe parte dal Pilastro

Studenti Saffi

Una studentessa delle Saffi intervista un anziano al parco

Giovedì 6 ottobre alle ore 14,30 presso il salone del Circolo la Fattoria, in via Pirandello 6, Valentino Minarelli segretario provinciale SPI CGIL; Simone Borsari, Presidente del Quartiere San Donato-San Vitale e Riccardo Malagoli, Assessore al Comune di Bologna presentano la campagna Non ci casco! pensata per rafforzare le azioni di dissuasione e repressione delle truffe. La campagna vuole coinvolgere capillarmente i condomìni in cui la presenza di anziani è rilevante. All’iniziativa partecipa anche personale dell’Arma dei Carabinieri di Bologna della Stazione Bologna Mazzini e sarà l’occasione per la distribuzione del materiale preparato per informare e aumentare la capacità di autodifesa dei pensionati, visto che esistono vere e proprie organizzazioni criminali con tanto di esperti ed avvocati specializzati nelle truffe agli anziani.
Ne abbiamo parlato con Valentino Minarelli, segretario provinciale del Sindacato Pensionati SPI CGIL, cittadino del Pilastro da sempre.

Redazione Pilastro2016: Perché avete scelto di lanciare la campagna al Pilastro?
Valentino Minarelli: Intanto perché al Pilastro vivono tanti anziani. E’ il quartiere bolognese , o meglio la comunità più anziana in assoluto. La seconda ragione: perché è un rione che ha elementi di fragilità dati dalla struttura e composizione sociale della popolazione. Partiamo da qui, poi la campagna si svilupperà in tutta la città perché siamo di fronte ad un fenomeno che è cresciuto a Bologna più che in altri territori. Le ragioni non le conosciamo, ma aumentano verso gli anziani truffe, raggiri, ed anche violenze in taluni casi. Abbiamo concordato un’assicurazione con le istituzioni locali e questo ci consente di monitorare dati degli ultimi 7-8 anni. Il fenomeno è in crescita. Negli anni è cresciuto fino al punto di farci ipotizzare che ci siano vere e proprie organizzazioni. Il fenomeno si è strutturato, si è consolidato negli anni; l’approccio sempre più scientifico è quello delle organizzazioni criminali. La cronaca di questi giorni ci conferma in questa intuizione. Cronaca del 30 settembre: organizzazione criminale scoperta fra Napoli e Bologna con avvocati, marescialli, tecnici. Ci conferma che c’è un’organizzazione, ci sono delle organizzazioni. Ci sono esperti dei raggiri, ci sono tecnici che si fingono mandati da aziende che forniscono servizi, oppure organizzazioni con tecnici che si occupano della sicurezza degli ambienti. L’evoluzione del fenomeno si coniuga con i nuovi bisogni, ora i truffatori parlano di adeguamento degli impianti termici e finti tecnici si presentano per affiancare l’anziano al rispetto della normativa.

R.P: Anche al Pilastro avete casi di questo tipo?
V.M: No. Qui i casi che conosciamo sono diversi. Qui ci sono persone che telefonano per offrire contratti, chiedono bollette. Federconsumatori ci informa che ci sono su Bologna circa 100 casi al mese. Alcuni anche qui al Pilastro. Al Pilastro ci preoccupa un altro fenomeno: ci sono anziani che vengono seguiti. Purtroppo c’è un’abitudine dei nostri anziani che hanno poca dimestichezza con bancomat e carte di credito e si tengono parecchio denaro contante in casa. Alla stessa persona è accaduto due volte negli ultimi mesi in via Salgari.

R.P: Che tipo di anziani sono le possibili vittime?
V.M: Non i disabili o gli invalidi. No, sono i residenti quelli che sono qui da anni. Persone autosufficienti che escono a fare la spesa, vanno in posta, si fanno le loro cose, vivono soli ma non si cautelano. Sicuri del contesto ambientale. Ma l’approccio del truffatore è cambiato: conosce la persona, sa se ha dei figli, cosa fanno, se abitano lontano, quando vengono. Non siamo in presenza di furfantelli con approccio occasionale.

R.P: Secondo voi cosa bisogna fare?
V.M: Intanto informare. La campagna ha questo primo obbiettivo. Il secondo approccio è l’incremento dell’autodifesa. La nostra campagna vuole richiamare l’attenzione attraverso la distribuzione di alcuni materiali semplici, quasi banali. Ad esempio il cartoncino attaccato alla porta per dire: Attento io non ci casco. Quando apri la porta stare attenti, usare l’occhiolino…. Abbiamo raccolto informazioni e predisposto materiali per dare piccole risposte alla quotidianità, pensate con alcuni grafici. Ad esempio il cartoncino con i numeri di telefono da tenere di fianco al telefono. L’anziano se cade nel raggiro spesso si vergogna di dirlo anche ai figli. Ha paura di fare una brutta figura. Di essere preso in giro. Se gli telefonano dicendo che il figlio ha avuto un incidente, spesso prende per buona la dichiarazione di uno sconosciuto senza accertarsi che sia vero. Certo scatta l’emozione. E’ una reazione in realtà di debolezza. Ma su questo deve crescere la capacità di autodifesa. Poi c’è l’assicurazione pagata per il Comune da HERA e Tper, che rimborsa le spese delle piccole riparazioni e garantisce l’assistenza psicologica.
E poi la denuncia. Sapere quello che succede è indispensabile per monitorare il territorio e alzare il livello di guardia dell’attenzione.

R.P: Ci saranno i Carabinieri? Che ne pensi della proposta di dare sede ai Carabinieri al Pilastro?
V.M: Secondo noi il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine è importante. E’ uno degli elementi essenziali perché la presenza delle forze dell’ordine è oggettivamente deterrente. A che titolo un cittadino o un volontario può dissuadere qualcuno a “comportarsi male”? Neanche i ragazzotti degli schiamazzi notturni …Presenza e presidio. Poi il degrado. Quando c’è qualcosa che non va, bisognerebbe subito ripristinare. Ad esempio il decoro dei bidoni del rusco. Anche quella parte lì è importante per la sicurezza. E’ ora di mettere qualche telecamera e fare un po’ di multe.

R.P.: Richiedete misure?
V.M: Sì certe scelte vanno fatte, anche dalle aziende. Ad esempio Emilbanca ha messo il bancomat all’interno. E’ più sicuro. Per quanto ci riguarda come sindacato pensionati, vogliamo andare in tutti i condomini e sollecitare la cittadinanza attiva, passare dall’abitudine a lamentarsi, all’abitudine a organizzarsi e farsi riconoscere in modo che in ogni momento, se succede qualcosa, si sappia chi chiamare e segnalare. Magari chiamando i Carabinieri perché il piantone c’è sempre. Da quello che ci risulta non è che le segnalazioni dal Pilastro siano poi così frequenti. Chiamate. Magari chiamate noi, allo SPI e ci pensiamo noi ad avvertire chi di dovere.

di Claudia Boattini

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