Non ci casco! Il vademecum dell’autodifesa contro le truffe

Pubblico all'incontro Non ci casco

La prima conferenza della nuova campagna dedicata alla sicurezza degli anziani “Io non ci casco”, organizzata da SPI CGIL si è tenuta il 9 ottobre  ed ha visto una notevole partecipazione di abitanti del Pilastro. Una significativa conferma di quanto sia sentito questo argomento.
Cosa fare per sentirsi più protetti e sicuri ? Per tutelarsi?

IL TAVOLO DEGLI ORATORI AL PRIMO INCONTRO "NON CI CASCO".SI RICONOSCONO SIMONE BORSARI, VENTURELLI,E,AL MICROFONO, IL MARESCIALLO DEI CARABINIERI

IL TAVOLO DEGLI ORATORI AL PRIMO INCONTRO “NON CI CASCO”

Valentino Minarelli, segretario provinciale di SPI CGIL, ha aperto i lavori illustrando una ricca casistica di episodi accaduti negli ultimi mesi a Bologna. Il fenomeno delle truffe ai danni degli anziani è sicuramente in crescita a livello nazionale, non solo nella nostra città. La crisi economica prolungata è un fattore che favorisce la criminalità, e gli anziani sono socialmente più fragili ed indifesi. E’ inevitabile perciò che i truffatori si orientino su di loro. Abbastanza grave il dato, confermato dai recenti arresti di fine settembre, per cui ci sono delle vere e proprie organizzazioni criminali organizzate in ambito nazionale per questi tipi di crimini.

In questo quadro, oltre all’indispensabile azione delle Forze dell’Ordine ed all’impegno della Amministrazione Pubblica, è importante anche che le persone più direttamente interessate siano consapevoli dei rischi e cerchino di mettere in atto dei comportamenti di maggior autotutela.

Non ci casco, relatori

Minarelli ha illustrato poi i materiali prodotti dal sindacato pensionati per aiutare gli anziani ad autotutelarsi innescando misure di solidarietà nella comunità condominiale.  Ha invitato gli anziani a denunciare senza timore né vergogna, perché è indispensabile per sconfiggere le organizzazioni criminale che sono alle spalle di queste truffe, come dimostrano i recenti arresti: i capi infatti sono legati ad un clan camorristico napoletano.

Spiegando i motivi che hanno portato all’idea della campagna Non ci casco! che inizia proprio al Pilastro, uno dei territori con popolazione più anziana di Bologna, per poi essere replicato in altri quartieri, ha dato la disponibilità della sede SPI CGIL di via Pirandello per raccogliere le denunce degli anziani che avessero timori di eventuali ritorsioni. Concludendo, ha lanciato un appello a rivolgersi al Sindacato per ogni necessità.

Simone Borsari, Presidente del Quartiere, e Riccardo Malagoli, Assessore al Comune di Bologna, sono intervenuti per portare l’adesione degli Enti Locali ricordando la polizza assicurativa che il Comune garantisce alle vittime meno abbienti.

Era molto atteso l’intervento del Maresciallo Melis, della Stazione dei Carabinieri di Bologna Mazzini, che ha presentato un vero e proprio “vademecum dell’anziano che non ci casca”  per prevenire al massimo situazioni rischiose dal punto di vista delle truffe:

evitare se possibile di utilizzare i mezzi pubblici negli orari di punta; l’affollamento e la ressa favorisce i furti.
-se si fa un prelievo ad un bancomat, o si ritira la pensione, cercare di fare il possibile per non essere da soli. In generale è meglio non portare con sé grosse cifre quando si va in giro.
non dare il tiro a sconosciuti ma solo a persone note , fidate e/o in divisa ben riconoscibile.
non far entrare in casa estranei, anche se ben vestiti e gentili nei modi. Non mandare il nipotino ad aprire la porta.
diffidare di chi chiede denaro per qualche emergenza occorsa a qualche nostro caro; è uno stratagemma molto diffuso che tende a sfruttare lo stato di agitazione in cui si trova il potenziale truffato sentendo di qualche grave evento.
-al supermercato non lasciare la borsa col portafoglio sul carrello. In bicicletta tenere addosso il portafoglio, e non nella borsa appesa al manubrio.
chiudere sempre l’auto, soprattutto se con borse dentro, anche quando ci si allontana per brevissimo tempo, come ad esempio per rimettere a posto il carrello della spesa o comprare il giornale.
chiudere casa anche quando si esce per poco tempo, per vuotare la spazzatura o riattaccare il contatore se è saltata la luce (altro espediente citato e utilizzato, quello di staccare i contatori per introdursi nelle case)
Insomma, una sana diffidenza che aumenti l’autodifesa, con la consapevolezza che ” l’abito non fa il monaco”, come diceva un proverbio, cioè che spesso il truffatore, proprio per cogliere di sorpresa, è diverso da come ci immaginiamo il ladro.

E se la truffa, purtroppo, è già avvenuta? Denunciate, denunciate, denunciate ! Il messaggio è stato chiaro e motivato. Molto spesso gli anziani che hanno subito una truffa non denunciano; non sanno dove rivolgersi o, più spesso, provano quasi “vergogna” per essere stati truffati. I ladri lo sanno, e questo li fa sentire ancora più protetti ed immuni dall’essere scoperti.

Denunciare una truffa di cui si sia stati vittime, in prima persona o anche subita da qualche vicino o parente, è un passaggio fondamentale per se stessi e per le forze dell’ordine. Permette di monitorizzare il tipo e la quantità di certi misfatti, il territorio dove avvengono, le modalità. Tutto ciò contribuisce a far scoprire i colpevoli e, nel complesso, ad arginare il fenomeno.

Per farlo ci si può rivolgere, senza remora o imbarazzo, al 113-polizia; o 112-carabinieri; o anche, se la cosa è più “familiare”, al sindacato pensionati SPI 051 6087220, che aiuterà nel presentare la denuncia.

Infine c’è l’assicurazione; pagata per il Comune da HERA e Tper, permette, in determinate circostanze, di ricevere un rimborso per una parte dei danni subito.

Insomma, se i rischi ci sono, se è giusto che la comunità se ne faccia carico e cerchi forme di tutela maggiori, proteggersi almeno in parte dalle truffe è comunque possibile ed alla portata di tutti.

testo di Ingrid Negroni, foto Ingrid Negroni e Gabriele Lorenzini

 

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