Natale: dentro la Chiesa del Pilastro uno splendido presepe napoletano

presepe-13

Molte famiglie nei giorni delle festività natalizie, colgono l’occasione per portare i bambini a visitare i presepi. Bologna ne offre di tanti generi, ma forse troppo pochi hanno visto lo splendido presepe che da alcuni anni arricchisce la nostra parrocchia.

Lo scorso anno è stato motivo di grande soddisfazione vedere quante persone hanno letto la sua storia  sul nostro blog

L’autore è Lino, di origine napoletana e vive al Pilastro ormai da dieci anni. Al telefono mi ha confermato che dato il successo dello scorso anno si replica, sempre nel solco dell’autentica tradizione napoletana.

“L’impianto, infatti, è quello del presepio Cuciniello, ambientato nella Napoli del ‘700 ed esposto al Museo Nazionale di  S. Martino, con la Natività decentrata e il risalto lasciato al brulichio delle strade piene di vita e di gente. Al centro, proprio nel percorso che conduce dalla porta della città alla stalla, si allarga la piazzetta con  il mercato e le cassette di frutta e verdura e l’osteria con la locanda….

Solo una decina d’anni fa, Lino iniziò a fare il presepio: le case, le mura, i torrioni, le strade, le colline. Per tre anni, su tre tavole giustapposte in una stanza di casa, ha lavorato utilizzando materiali di recupero, soprattutto polistirolo, con una manualità ed abilità artigianale che non ti aspetti da un ex impiegato, oggi docente di informatica…
….Gran parte delle statuine provengono da Napoli, da via san Gregorio Armeno, ma Lino mi ricorda che le scene di movimento sono proprie della produzione della Moranduzzo, ditta fiorentina che ha commercializzato le statue create dallo scultore Martino Landi.”

Se l’anno scorso ve lo siete perso, non fate lo stesso errore quest’anno. Il presepe è bello, suggestivo e portatore di una delle nostre tante culture d’origine di questa periferia che, da cinquant’anni riesce a non essere un ghetto perché trasforma in arricchimento culturale le particolarità e le differenze.

Grazie Lino e grazie a Don Marco che apre la sua chiesa a tutti noi.

Testo di Claudia Boattini

Foto Lino Bertone

Annunci