Doposcuola alla..Spina

La maestra Sandra Paoletti in biblioteca

La maestra Sandra Paoletti in biblioteca

Alla biblioteca Luigi Spina si svolgono molte attività, oltre a quella del prestito libri. Tra le altre vorremmo parlare di quella del cosiddetto “doposcuola”.

E’ una attività essenziale, che consiste in un aiuto all’apprendimento ed alla esecuzione dei compiti per i bambini delle scuole elementari, dell’Istituto Comprensivo 11 (Scuole Romagnoli, Don Minzoni e Garibaldi).

Questo “doposcuola” è gestito da operatori volontari fissi e da altri temporanei, durante tutto l’anno. E’ rivolta a bambini in che necessitano di un supporto nell’attività scolastica di qualsiasi genere.Per capire meglio ne parliamo con una delle volontarie “ storiche”, la maestra Sandra Paoletti.

Un curriculum corposo: 38 anni di impegnato lavoro come insegnante, di cui 30 qui al Pilastro, alle Scuole Romagnoli. Quando è andata in pensione, ormai diversi anni fa, la maestra Sandra aveva ancora voglia di “spendersi” per i bambini ed ha subito “preso in mano” questa attività.

La cerco in biblioteca e incontrarla è facile: passa parecchie ore qua per questo suo impegno; più difficile è scambiare quattro chiacchiere tra un bambino e l’altro. Lei è sempre intenta ad insegnare.Mentre aspetto che termini la lezione in corso mi siedo al tavolino con lei ed i due bambini che sta seguendo. Sono coinvolta nella lezione. Partecipare per 15 minuti al doposcuola aiuta a capire molte cose meglio di tanti discorsi. Si intuisce subito quanto queste lezioni informali ed individuali possano migliorare il rendimento scolastico dei bambini, quanta competenza ed energia richieda ma anche la soddisfazione che se ne può ricavare.

A fine lezione, finalmente riesco a confrontarmi con lei.Mi racconta che il doposcuola è offerto ai bambini già da diversi anni, dal 2012. Prima di questo un’altra volontaria, ex insegnante, la Signora Garagnani, aveva iniziato a dare aiuto compiti a 4 bambini già da diversi anni; alla sua interruzione di questo primo servizio molto spontaneo si è provato a dare un assetto più strutturato ed allargato ad un maggior numero di bambini. Attualmente vengono seguiti 15 bambini Per garantire il doposcuola, che copre quasi 20 ore settimanali, si alternano quattro persone durante l’anno scolastico; dal 2016 è iniziato un programma di aiuto compiti anche nel periodo estivo. Fortunatamente, in questo periodo ci aiutano come volontari anche degli studenti delle superiori. C’è anche una lavoratrice che svolge questa attività in 150 ore.

Un altro ausilio per i compiti è svolto anche da volontari in parrocchia, che aiutano anche ragazzini delle scuole medie e superiori, ma è un altro tipo di servizio.

Al doposcuola seguiamo i bambini delle elementari. Soprattutto bambini con difficoltà, in primis linguistiche ma non solo. Ci sono bambini segnalati, per esempio, dalla logopedista. Ci sono bambini che hanno problemi ma non tali da essere “certificati”, che quindi non prevedono l’insegnante di sostegno, ma che hanno bisogno di un’implementazione delle attività di apprendimento.

“Scusi, cosa prevede la scuola pubblica per i bambini che non sanno l’italiano?”le chiedo incuriosita.

Oramai i bambini che vengono inseriti a scuola senza conoscere l’italiano in quanto recentemente immigrati in Italia sono una realtà presente e diffusa, a livello nazionale. Per questo sono previsti dei corsi di italiano L2 nella scuola primaria. Ma le ore e gli insegnanti dedicati a questi corsi sono francamente insufficienti. In molti casi nella fascia di età della primaria la capacità di apprendimento linguistico è tale da permettere ai bambini di imparare rapidamente l’italiano e quindi non trovare ostacoli linguistici nel normale corso di studi. Ma molte sono le variabili individuali, dall’età del bambino al tempo intercorso dall’arrivo in Italia, dalla lingua parlata in ambiente familiare alle occasioni di contatto- scambio con altri bambini anche in ambito extrascolastico. In sintesi, se è vero che ci sono dei bambini, e sono tanti, che parlano ed usano correntemente 2 e anche 3 lingue, e fanno egregiamente da traduttori per i genitori, esistono altri bambini per cui sono necessarie maggiori tempi per apprendere e rischiano di restare indietro a scuola.

E poi ci sono anche bambini con altre difficoltà, quelli per esempio nviatici dalla logopedista.

Le richieste-segnalazioni per il doposcuola vengono fatte sia dai genitori che dagli insegnanti che dalla logopedista. Per decidere a chi dare la precedenza si tiene presente il tempo di attesa e il livello di bisogno del bambino.

La maestra Sandra conclude con un appello: questa attività andrebbe implementata, per raggiungere più bambini. Ci vorrebbero più volontari e, altro problema da non sottovalutare, i luoghi per farlo. Le scuole ad un certo orario chiudono, e la biblioteca pure.

La saluto, complimentandomi con lei per il sevizio svolto e con qualche domanda in testa: fino a quando scuola, sanità e welfare potranno continuare a reggere basandosi quasi esclusivamente ed in maniera sempre più esclusiva sulla preziosissima collaborazione del volontariato.

testo e foto di Ingrid Negroni

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