Pilastro: una mattina da evacuati

Una domenica sicuramente diversa quella del 19 marzo 2017, che ha visto l’allontanamento dalla proprie case di circa 3400 persone dal alcune vie (le più vicine allo Scalo Merci) del Pilastro.
Tra quelle persone c’ero anche io, inizialmente non proprio entusiasta di dovermi svegliare alle 7 del mattino di un giorno di riposo, ma segretamente incuriosito dalla macchina organizzativa e dell’accoglienza che avrebbe riguardato tutte queste persone. Un organizzazione efficiente che ha vista la presenza sul territorio già dalle ore 7.00 di quasi un centinaio di uomini e donne di diversi gruppi della Protezione Civile, facilmente riconoscibili dalle divise gialle fosforescenti.

Sicuramente da parte nostra invece un po’ di ansia nel non sapere con esattezza in che orario poter tornare a casa finiti i lavori di disinnesco. Questo però ha portato ad un momento di condivisione e maggior conoscenza tra i cittadini e le cittadine, che si sono potuti/e riunire in alcuni luoghi di socializzazione del Pilastro, come  il Circolo La Fattoria e il Centro Sociale Pilastro in via Campana.
Un momento di vero confronto, soprattutto tra gli anziani che vivevano questi due “centri d’accoglienza” organizzati sul momento, che ha permesso un vero confronto su quello che stava accadendo senza però dimenticare di tornare indietro con i pensieri, proprio a quella guerra che ancora nel 2017 ha lasciato di far riparlare di sé, all’improvviso, un tempo in un posto decisivo dal punto di vista strategico (la presenza dello Scalo Merci e la campagna intorno), oggi pienamente edificato con un centro commerciale e un direzionale.

Inizialmente prevista per le ore 12, la fine dei lavori ha tardato solo di un’ora, infatti già verso le 13 le persone evacuate per precauzione hanno cominciato a dirigersi verso le proprie abitazioni. Qualche tensione è stata inevitabile, persone che nonostante gli avvisi fatti con largo anticipo casa per casa non si ricordavano o non avevano letto le indicazioni meticolosamente riportate dal comune, anziani con forti problemi di salute, che nonostante il servizio di assistenza medica offerto e dall’aiuto negli spostamenti gestiti dalla Protezione Civile, non hanno fatto richiesta di sostegno, rimanendo così in una situazione non facile da gestire.
La colazione offerta dai circoli equipaggiati per il sostegno degli evacuati, i giornalisti incuriositi più dalla socialità al Pilastro in tempo di evacuazione, le chiacchiere e le carte, hanno permesso di esorcizzare una leggera paura che quasi veniva ammessa con vergogna ma che in fondo in molti avevano, facendo così vivere una domenica di socialità, una socialità quasi obbligata, ma che anche in un rione come il Pilastro rischia di perdersi lentamente.

Testo di Jonathan Mastellari  Foto Claudia Boattini

Jonathan Mastellari in foto d’archivio intervista Simone Borsari

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