Pilastro in versi: intervista a Jorge Tarducci

 

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato due poesie di Jorge Tarducci, poeta del Laboratorio di Parole e attualmente membro anche del gruppo:  Poeti quasi per caso di Molinella.
Nato in argentina, Jorge vive in Italia dal 1991 dove ha fatto l’educatore. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con riviste letterarie e programmi radiofonici  soprattutto in Argentina, dove è stato co-fondatore del gruppo letterario Rueda Letteraria, a Venado Tuerto e ha collaborato, tra gli altri, con Pablo Miquet e Mirley Avalis. E’ attualmente membro del gruppo letterario Poeti Quasi Per Caso a Molinella e pubblica regolarmente sulla rivista Parole del laboratorio di Parole. Grazie  a lui e ad altri poeti del Laboratorio di parole, si stanno stabilendo interessanti contatti e collaborazioni tra questi due gruppi letterari.

Ma conosciamolo meglio…. 

Redazione Pilastro  Jorge, che cosa rappresenta per te la poesia e quando è nata questa passione?

Jorge Tarducci  Ho cominciato a scrivere nella prima adolescenza, era qualcosa che vivevo in solitudine, era la poesia che mi chiamava e corteggiava. Per me anche le letture sono una fonte potentissima,  “chi non legge avrà vissuto una vita e chi legge vive mille vite” (cit. U. Eco) , questa frase mi ha sempre illuminato tantissimo. La poesia rappresenta per me, un po’ quello che è la scatola nera degli aerei, dove metti tutto e ogni tanto. andando ad aprire questa scatola nera viene fuori qualcosa che non ti aspettavi. Oppure per me, la poesia è anche come il Grande Fratello di George Orwell, un altro io che parla dentro di te. Come diceva Giorgio Bocca “è come avere un motorino che scrive dentro di te”, ecco questo per me rappresenta la poesia.
Il poeta è un medium, che riesce a far scendere dall’universo qualcosa che non tutti riescono, quindi la poesia rappresenta un lato bello e pieno per me, perchè viene da dentro. Ho fatto una specie di viaggio involontario nella poesia : quando ero giovane ero convinto che la poesia dovesse rappresentare la realtà ma poi ho capito che anche l’ intimo è una realtà rappresentabile. Le poesie sono pulsioni, è il primitivo che abbiamo dentro di noi e viene fuori. Questo lo avverto soprattutto camminando nei boschi, amo molto le passeggiate all’aria aperta in mezzo alla natura, che  è sempre stata fonte di tanta ispirazione.

R. P. Chissà quanto ti avrà influenzato e ispirato la natura dell’ Argentina…

J.T, Sì assolutamente, in Argentina ci sono spazi infiniti e pochissima popolazione. In Patagonia dove ho vissuto  e sulla cordigliera delle Ande, ci sono distese di boschi fenomenali, laghi grandissimi, ruscelli, fiumi e io ho preso l’abitudine di fare lunghissime camminate proprio in Patagonia, tra questi paesaggi… Quand’ero giovane volevo usare nelle mie poesie i nomi delle piante e degli animali con cui le popolazioni indigene usavano chiamarli, poi ho intrapreso un percorso più intimo e introspettivo e ho cominciato a dare voce nella  poesia anche a ciò che non si vede, all’invisibile che è dentro di noi.

R.P. Hai citato una famosa frase di U- Eco che “chi legge vive mille e vite” e tu leggi molto, c’è qualche autore in particolare a cui ti ispiri?

J.T. Per lunghi anni, soprattutto quando abitavo in Argentina  sono stati: Pablo Neruda e l’uruguaiano Mario Benedetti e l’argentino Pedroni. Ho collaborato tantissimo anche con Mirley Avalis, che ha dedicato la vita alla poesia. Una poetessa che è stata una vera e propria maestra ed ha avuto una grandissima influenza su di me anche per la persona che era, una donna che sprigionava poesia anche solo camminando, una donna semplice, dalla grande ricchezza interiore ma con una grandissima modestia. I veri grandi, infatti sono umili.

R.P. Come hai conosciuto il Laboratorio di Parole e cosa ti ha spinto a diventarne membro?

J.T. Conobbi il Laboratorio di Parole grazie ad Arnaldo Morelli, (altro poeta del Laboratorio n.d.r.) e ne sono diventato membro perchè in questo spazio ho trovato quella sensibilità che cercavo da anni e  l’ho trovato molto soddisfacente.

R.P. Preferisci scrivere in spagnolo o in italiano ?

J.T. In spagnolo perché è la mia lingua madre, sento di avere più risorse e poi mi sembrerebbe un po’  di tradire la mia lingua se scrivessi italiano. Poi il mio primitivo parla ancora spagnolo, per cui le mie poesie nascono in spagnolo. (Jorge comunque parla benissimo anche in italiano n.d.r.)

Al termine di questa intervista, dove abbiamo parlato di ispirazioni, natura e primitivo, si è in saturato un bellissimo confronto e sono sorte spontanee anche alcune riflessioni sulla diffusione della poesia oggi e sul ruolo che i circoli letterari e culturali possono avere in questo settore. Il Gruppo dei Poeti quasi per Caso  ha organizzato infatti, di recente una serata di letture a Molinella, dove alle poesie si sono alternati canti del coro di Molinella, generando un bellissimo clima. Nell’era di  internet, dove tutti fanno a gara per avere ragione e dire la loro e nessuno è più in grado di ascoltare, i circoli letterari, incoraggiando incontri tra lettori e scrittori, integrando musica e letture, ripropongono un po’ quelli che erano i salotti letterari del passato, che un tempo tanta influenza avevano sulla vita sociale e culturale delle persone, dove nascevano nuovi spunti e nuove idee.
Proprio perché le poesie sono solo l’1% delle pubblicazioni letterarie, questi momenti come dice Jorge, sono una sorta di “bolla sanitaria che difende dalla mercificazione, dove trovi  gente  che ha  voglia anche solo semplicemente di ascoltare in maniera disinteressata, riconoscendosi o meno nei testi, con il massimo rispetto delle emozioni altrui.” Chi legge si mette a nudo e chi ascolta, esce dagli incontri come purificato, rafforzato e alleggerito, scarico di quella zavorra che tante volte la vita ci butta addosso. I Circoli letterari sono luoghi dove si ci si incontra per passare qualche ora di “dolce oblio” e la poesia, anche oggi,  torna a svolgere quella che era la sua funzione originale, quella catartica.

Grazie Jorge per il tuo contributo e continuiamo a lavorare per diffondere questa bolla sanitaria…

Per leggere i suoi testi e la sua biografia completa:

https://jorgetarducci.com/

 

A cura di Chloy Vlamidis
Foto tratta dal sito di Jorge Tarducci

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