Canzoni in bolognese per tutti al Pilastro.

Un concerto alle 14.00 !!! Strano vero? In biblioteca !!!

Il 17 maggio, mercoledì, alla biblioteca SPINA di via Casini, i coristi dell’Associazione Culturale Dialettale “L’Archiginèsi” allieteranno….il pubblico col loro repertorio di canzoni, tutte rigorosamente in dialetto bolognese.
In prima fila ad ascoltarli ci saranno gli ospiti dei Centri Diurni per anziani del Pilastro, ma ognuno che voglia passare qualche ora a sentire musica in allegria è benvenuto.

Il bolognese, come ogni dialetto, è una “lingua” a tutti gli effetti; meno noto e “diffuso” di altri dialetti italiani.E’ è stato e resta l’espressione di una epoca e di una cultura locale molto vivace e ricca.Come per ogni diletto, vi sono termini dialettali bolognesi non traducibili esattamente in italiano, proprio perchè assolutamente legati alla vita di questa città e dei suoi abitanti. Termini legati per esempio al mondo agricolo, o alla gastronomia.
Per saperne di più intervisto la Presidente del Coro,  Rosanna Stagni.

Redazione: “Da quanto tempo esiste il gruppo dell’Archiginesi? Chi partecipa a questo gruppo ?”
Stagni: “L’Associazione è stata fondata ben 30 anni fa, dalla nostra prima presidente, Odette Righi Boi, personaggio di grande rilievo in campo cittadino ed in particolare nel settore del dialetto. L’Associazione è aperta a tutte le persone che amano Bologna e la sua storia.

Il Coro si è formato spontaneamente all’interno dell’Associazione per il piacere di cantare assieme le tante belle canzoni dialettali esistenti, più o meno note. Il repertorio del coro comprende una sessantina di testi, che va dalla fine dell’ottocento, con Carlo Musi ai giorni nostri con Fausto Carpani. Il Coro si intitola “I AMIGH ED QUINTO” in onore del noto autore bolognese Quinto Ferrari, a cui ci ispiriamo nello stile delle nostre canzoni.

Redazione: “Quanti sono i coristi?”
Stagni: “Attualmente siamo in 12, ma speriamo che il numero dei partecipanti aumenti. L’età media dei partecipanti è elevata, anche se vi sono anche 60enni – che nel nostro gruppo sono i considerati “giovani”. Ci incontriamo regolarmente per le prove del coro e partecipiamo a molti eventi e manifestazioni. Tra di noi si sono stabiliti contatti e relazioni di amicizia, e ciò è molto positivo. Cantando regaliamo un po’ di allegria e serenità a chi ci ascolta, ed è una bella soddisfazione, che si possa e si riesca a donare qualcosa a qualsiasi età.”

Redazione: “Da quanto ci dice, il vostro pubblico reagisce bene, sentendovi cantare, sentendo il dialetto.”
Stagni: “Molti di quelli che ci ascoltano conoscono il dialetto ed i testi del nostro repertorio; la musica e l’ascolto di brani noti che li riportano a tempi passati, ha un grande potere evocativo. Chi ascolta ed è anziano ricorda e rivive, talvolta accompagna il nostro canto con la bocca e la voce. Chi è più giovane e non conosce il dialetto è altresì incuriosito nel sentire canzoni così diverse dalla musica attuale . Spesso alterniamo  le canzoni con brani di lettura e poesie.”

Redazione: “Perché cantare in dialetto nel 2017?”
Stagni: “Il bolognese, come ogni dialetto, è una “lingua” a tutti gli effetti; meno noto e “diffuso” di altri dialetti italiani. E’ è stato e resta l’espressione di una epoca e di una cultura locale molto vivace e ricca. Si pensi ai tanti  termini dialettali bolognesi non traducibili esattamente in italiano, proprio perchè assolutamente legati alla vita di questa città e dei suoi abitanti. Termini che ci riportano al mondo agricolo, per esempio, o alla gastronomia……
Cantare in dialetto, oltre che dilettevole, è un modo per consevare questa cultura.”

Dunque,arrivederci alla biblioteca il 17 maggio e…buon ascolto!!!!

Testo Negroni Ingrid;
Foto del coro di Dante Negroni, l’altra da Internet

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