Intervista al blog ‘Pilastrini – Sounds Of The Suburbs’

Abbiamo intervistato i nostri colleghi e le nostre colleghe del blog Pilastrini – Sounds Of The Suburbs (https://pilastrini.wordpress.com/) per capire di più sulla loro realtà e sulla loro programmazione.

Marzia Luigini, una delle menti del blog ha risposto alle nostre curiosità.

1) Come nasce il blog e chi lo cura?
Ciao! Io sono Marzia Luigini e sono educatrice al gruppo socio educativo dei Pilastrini dal 2006. E’ un gruppo per ragazzi in età scolare delle medie che frequentano al pomeriggio dopo l’orario scolastico, dalle 14 alle 18, e siamo situati al Pilastro, dietro al CVS e accanto al DOM – La Cupola del Pilastro, il teatro del rione.


Il centro è gestito dalla cooperativa Società Dolce per conto del Comune di Bologna dal 2002. L’edificio in cui ci troviamo è un polo culturale denominato Polo Panzini poiché si trova appunto in via Panzini e ospita, oltre a noi, il CAV, il Centro Anni Verdi (con finalità come la nostra), il centro dei Diamanti (per bambini delle elementari), e la Scuola delle Donne dove alcune signore del Pilastro si recano per imparare l’italiano e fare attività come il cucito.
Essendo la nostra programmazione molto intensa, con laboratori ed iniziative molto interessanti nate in sinergia con i servizi del quartiere San Donato, ho pensato di dare valore e visibilità alle attività che svolgiamo tramite un blog, denominato “I Pilastrini”.
Il blog è uno strumento molto potente in termini di visibilità, è a costo zero ed è facilmente consultabile e fruibile da tutti.
E’ molto utile anche per dare un volto ai ragazzi che frequentano la struttura, per renderli protagonisti attivi e i creatori della pagina, in grado di dare risalto alle loro potenzialità e attività che altrimenti sarebbero note solo ai “addetti ai lavori”.
Il blog l’ho aperto e ideato io. La sua denominazione è “Sounds of the suburbs” poiché le periferie sono terreno fertile e in fermento, con molti aspetti sconosciuti e interessanti.
Lo gestisco assieme ai ragazzi, selezioniamo i contenuti e pubblichiamo molte foto: essendo gli adolescenti dei nativi digitali molto all’avanguardia e al passo con i tempi, il blog è un mezzo immediato ed interattivo per tenerli connessi sia in modo multimediale che didattico e culturale con le nostre iniziative interne.

2) Come vengono decisi gli argomenti da trattare?
Nascono in modo spontaneo, in base alla nostra programmazione settimanale. Trattiamo di falegnameria, arte, musica. Abbiamo un progetto radio interna che si chiama Radio Raheem, un documentario video sulla musica di San Donato che si chiama “Teenagers Warning” e molto altro.

3) Nel blog il Pilastro viene narrato e presentato in una maniera diversa dal solito. Qual è l’obiettivo?
Non c’è una finalità ben precisa ma rispecchia molto la nostra personalità in toto. Siamo tutti molto irriverenti e spiritosi, il contesto urbano in cui ci collochiamo rende necessario sapersi adeguare all’esistente, ci prendiamo poco sul serio e ci piace prendere in modo leggero e scherzoso argomenti di varia natura. I ragazzi del Pilastro hanno una scintilla in più, sono “sgamati” a hanno un grandissimo senso dell’umorismo, quindi ogni argomento che sia musica o politica viene affrontato in chiave alternativa, per poter catturare la loro attenzione in modo partecipato. Rubriche serie o considerate troppo didattiche verrebbero accolte con passività, poiché i ragazzi che frequentano il centro hanno caratteristiche particolari, quindi il loro livello di attenzione rege solo se sostenuto da strategie che in continuazione alimentano la loro “fiamma”. Ad esempio, una disquisizione sullo stato delle periferie sarebbe stato rifiutato se approcciato in modo socio urbanistico. Partendo invece dal mangiare un panino presso la bottega della Teresa abbiamo invece analizzato la realtà abitativa e urbana del rione e abbiamo potuto trattare di argomenti quali lo sviluppo urbano e la gentrificazione senza annoiare noi stessi e gli altri.

4) Può l’immagine del Pilastro rinascere da un blog gestito in parte da ragazzi e ragazze?
L’immagine del Pilastro è un trademark che vive di luce ed energia propria. Non so dire se un piccolo blog come il nostro potrebbe fare la differenza ma senza dubbio credo che sia un modo molto attivo per rivendicare la presenza dei piccoli abitanti della zona, che con foto, interviste, analisi ed escursioni urbane demarcano il loro territorio sentendosene parte attiva e includendo anche i non abitanti del Pilastro che, consultando il blog, possono farsi un’idea concreta di ciò che il rione offre e di chi lo anima. Il blog non propone la creazione di un’immagine stereotipata ma presenta la realtà così com’è, realtà che spesso non è così negativa come viene percepita.

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5) Avete già in mente quali potrebbero essere alcuni argomenti dei quali parlerete in futuro?
Mi piacerebbe molto concentrarci sulle dinamiche che hanno portato alla nascita del Pilastro e soprattutto creare, grazie a interviste, un legame tra i ragazzini e gli abitanti più anziani della zona, che sono la vera enciclopedia socio urbana e una risorsa preziosissima.

pilastriniimmagini2 Testo di Jonathan Mastellari
Immagini tratte da https://pilastrini.wordpress.com/

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