Rifiuti fuori dai cassonetti: che fare?


Questa foto non è stata scattata al Pilastro, ma sui social stanno circolando foto e pareri che mi hanno particolarmente preoccupata. Più di una mattina davanti alla Biblioteca Luigi Spina lo sporco di bottiglie vuote, cartoni di pizze, plastica di merendine e gelati, segnalano presenze notturne diseducate e non rispettose dei beni comuni. Testimoniano anche, secondo chi scrive, che i cestini non sono sufficienti, e quasi sempre stracolmi, e che l’appalto di raccolta rifiuti non funziona bene. Su questi temi, la nostra redazione ha pubblicato diversi contributi, tra cui l’intervista a Simone Borsari Presidente di Quartiere San Donato e San Vitale, in cui si illustrava una strategia di intervento del Comune di Bologna.

Riprendiamo il discorso perché con l’anticipo d’estate che ha caratterizzato queste settimane, con il caldo che invita le persone a trascorrere le serate al fresco dei nostri giardini, il problema si acutizza. Inoltre, se le testimonianze da noi raccolte sono verificate, più spesso si registrano deiezioni umane in spazi frequentati da bambini, e, se è vero che è scattata qui recentemente, la foto comparsa sul gruppo Facebook Pilastro testimonia la presenza di topi a rovistare nei rifiuti abbandonati. Sono questi i fatti che fanno preoccupare per l’igiene e la salute pubblica.

Sui social, e nella polemica politica, ratti e maleducati sono utilizzati spesso per alimentare campagne che non risolvono nulla: noi vorremmo cercare di alimentare una gara positiva per trovare delle soluzioni che migliorino la vita di tutti.
La Biblioteca: i bibliotecari spesso sono costretti a lavare con acqua bollente i propri accessi per disinfettare e io li ringrazio perché si fanno carico di un problema di tutti. Però una soluzione va trovata: cestini adeguati, la telecamera, cartelli che invitino al senso di responsabilità collettivo…….. Ma forse dobbiamo pensare a qualcosa di diverso, coinvolgendo i fruitori dell’WI – FI, e noi cittadini, forse, siamo più convincenti di un cartello.
E se pensassimo ad un arredo urbano di recupero per organizzare sedute e spazi strutturati, non sarebbe più semplice proporre collaborazione? E se gruppi di ragazzi, magari dei Campi solari facessero cartelli colorati e allegri per chiedere di lasciare pulito al mattino dopo?
L’area subirà grandi modifiche con la costruzione della nuova Caserma dei Carabinieri: possiamo aspettare tutti questi anni? Sappiamo tutti che il degrado chiamo degrado, mentre vedere un gruppo che tenta di risolvere impegnandosi in prima persona, alimenta il senso civico. Facciamo un incontro pubblico con la Task Force Antidegrado?

Questo articolo vorrebbe innescare una raccolta di pareri, non sulle grandi strategie che non sapremmo fare, né una gara di insulti ( c’è già chi la fa e non mi pare abbia cambiato nulla ). Vorrei conoscere proposte sul cosa fare nelle prossime settimane e mesi, mettendo insieme le forze e le risorse che ci sono per qualcosa che sicuramente è di beneficio per tutti.

Aspettiamo le vostre idee se vorrete mandarcele, le pubblicheremo.

Testo di Claudia Boattini foto d’archivio

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