Si è concluso al Pilastro il workshop “Materia Paesaggio: paesaggi instabili”

Lo scorso Giovedì 8 giugno presso la Sala polivalente del Circolo La Fattoria, si è concluso il workshop “Materia paesaggio: paesaggi instabili” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna ed Anci Emilia-Romagna, e rivolto ad operatori pubblici e privati che svolgono la loro attività sul territorio emiliano-romagnolo.

Il workshop iniziato ad aprile 2017, ha avuto come focus la trasformazione del paesaggio agro-urbano dell’area Nord Est di Bologna, comprendente Pilastro, cuneo agricolo ed ex vivaio comunale. Si è articolato in diversi incontri con attori del territorio, azienda agricole della zona, sopralluoghi e racconti di esperienze già avviate in altre realtà, allo scopo di individuare opportunità di trasformazione, in un’ottica di inclusione e integrazione del paesaggio rurale e delle attività agricole presenti nell’area peri-urbana (cuneo agricolo ed ex vivaio) con le attività della zona urbana (Pilastro). Il corso si è concluso con una giornata di lavoro nella quale quattro gruppi, costituiti dai corsisti e da alcuni rappresentanti delle associazioni della zona, hanno riflettuto e si sono confrontati su alcune ipotesi di progetti possibili attraverso il metodo Lego Serious Play.

Un primo gruppo ha lavorato all’elaborazione di un brand identificativo della zona, non solo come strategia di marketing, ma come fattore di riconoscimento per i soggetti che ci vivono e lavorano e come elemento di riconoscibilità verso l’esterno.

Un altro gruppo ha riflettuto sullo sviluppo di nuove forme di agricoltura come  strumento di sensibilizzazione verso il paesaggio e di integrazione culturale, in grado di produrre inclusione sociale, così come reddito e nel contempo in grado di diffondere le culture rurali nei contesti urbani.

Un terzo gruppo si è dedicato invece, alla creazione di un network efficace, individuando reti plurali di soggetti che si riuniscono in relazione alle finalità da raggiungere, attraverso processi di co‐costruzione e  progettualità  condivise.

Infine il quarto gruppo ha lavorato alla creazione di collegamenti fisici tra l’urbano e il rurale, attraverso interventi di superamento di alcune barriere fisiche (come la strada San Donato) e la realizzazione di una rete fisica di percorsi negli spazi urbani e negli spazi rurali, puntando l’attenzione sulle attività che possono stabilire una connessione materiale e immateriale, di attrattività e interesse, tra la città (il rione Pilastro) e la campagna (cuneo agricolo con area ex‐vivaio).

Al workshop finale sono stati invitati anche rappresentanti di associazioni che agiscono nel territorio e di alcuni punti di interesse e di aggregazione nel Quartiere, ed è stata un’utile occasione per analizzare le peculiarità di questo territorio, luogo di transizione fra città e campagna, e per individuare nuove soluzioni per la sua trasformazione, in relazione alle diverse realtà che lo caratterizzano (produttive, agricole e sociali).

Le analisi e i risultati finali di questo percorso saranno presentati il prossimo autunno presso l’Urban Center.

Testo a cura di Chloy Vlamidis
Foto di Giovanna Pinca e Laura Punzo

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