19/07/1992

 

“Ci si preoccupa della mafia solo quando crea problemi di ordine pubblico. Quando crea morti. Invece non sono quelli i momenti in cui dovremmo maggiormente preoccuparci, perché i morti sono il segnale che la mafia è in crisi. Quando sembra non esserci, quando tutto sembra tranquillo, l’attenzione dello Stato e dell’opinione pubblica scema, ma è lì che la mafia si dimostra davvero pericolosa.

Questo tipo di criminalità organizzata  non può vivere se non ha un certo rapporto con il potere che è essenziale a questo tipo di organizzazione mafiosa, ed è una delle ragioni per la quale è più difficile che il potere si muova globalmente contro di essa.

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Intervista a Simone Spataro: i nuovi progetti del Circolo La Fattoria

 

Il 25 febbraio è stata inaugurata presso il Circolo La FattoriaLa Pizzeria Etica Masaniello, gestita dalla Cooperativa La Formica, a cui il Circolo  ha dato vita a ottobre 2016, insieme ad altre associazioni.

Il presidente del Circolo La Fattoria,  Simone Spataro, ci ha spiegato come è maturata questa idea e quali sono i prossimi obbiettivi che La Fattoria ha intenzione di perseguire con questa nuova gestione.

“L’idea” ci spiega Spataro, “era di non avere più una gestione slegata dalle attività del Circolo cercando un allineamento valoriale fra le attività della Fattoria e la parte più commerciale. Continua a leggere

Takoua Ben Mohamed si “svela”: la sua forza è l’ironia

Takoua Ben Mohamed

Qual è la prima cosa che ti colpisce quando incontri Takoua Ben Mohamed? Il velo? No di certo. È il suo sorriso. Quello stesso sorriso che, allegro e ironico, è disegnato sul suo volto stilizzato in fumetto.

L’11 marzo alle ore 15, presso il Centro Interculturale Zonarelli di Bologna, Takoua Ben Mohamed ha presentato il suo libro “Sotto il velo” (seconda ristampa).   Platea composta quasi esclusivamente di donne. Età media intorno ai trent’anni . Takoua ha iniziato l’incontro parlando di graphic journalism e di fumetto interculturale. E ci ha così concesso di aprire una finestra sulla sua vita.

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Mobilità e parcheggi: FICO e Passante soffocheranno il Pilastro?

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La nostra redazione era molto preoccupata per quello che spesso si legge sui giornali: Prodi che si lamenta perché la programmazione dei collegamenti per FICO non sarà sufficiente, ASCOM e dirigenti FICO che chiedono di potenziare invece che eliminare l’uscita della Tangenziale 9 sud, nonostante le proposte del Consiglio di Quartiere e le proteste dei cittadini della zona preoccupati per l’impatto ambientale; o ancora altri commenti che affermano che il Passante separerà ulteriormente il Pilastro dal resto della città e che la via S. Donato sarà intasata di traffico.

Abbiamo approfittato dell’incontro con il Presidente di Quartiere Simone Borsari per fare il punto ed avere notizie ufficiali.  Borsari ha risposto diffusamente e con ricchezza di argomentazioni affrontando i problemi a blocchi omogenei con molta serenità. Le sintesi che qui riportiamo non sono virgolettate  perché non riviste dall’intervistato, ma come avete potuto leggere nell’intervista già pubblicata, il pensiero del Presidente di Quartiere è che nei prossimi anni proseguirà l’impegno dell’Amministrazione Comunale per migliorare la qualità della vita degli abitanti di questo territorio in alcune direzioni: utilizzare l’occasione dell’apertura di FICO e dell’investimento nazionale per il Passante per migliorare le connessioni fra Pilastro e polo commerciale ed universitario retrostante oltre che con l’intero Distretto Nord Est; investire affinché la piazza sopraelevata sovrastante il Passante nel tratto fra via S. Donato ed il cavalcavia ferroviario sia un ponte o meglio una ricucitura reale fra due parti del territorio, S. Donnino e il Pilastro, vittime di una cesura storica.
Lancia la proposta di un laboratorio di urbanistica partecipata, come fu a suo tempo per il parco di S. Donnino, un laboratorio in cui i cittadini con le associazioni del territorio e il Quartiere possano progettare insieme l’assetto  di questi spazi, l’arredo urbano e le potenzialità  di fruizione.

Domanda: FICO innescherà un massiccio afflusso di persone. Dobbiamo prevedere che la S. Donato sarà intasata di auto e ne troveremo parcheggiate fin sotto casa?

Borsari: No, non sarà così. Già adesso con con il recente completamento del penultimo lotto della Lungo Savena (N.d.R. la strada che dalla Trasversale di pianura arriverà a Loiano realizzata per ampi tratti ) il traffico proveniente dalla A13, da Padova e dall’Interporto arriva al CAAB da Nord, da Granarolo. Con la realizzazione del Passante verrà completato l’ultimo lotto e faciliterà l’accesso a FICO del traffico proveniente dall’A14 e da Sud senza entrare in S. Donato. Inoltre l’ultimo accordo di programma per la realizzazione di FICO, su cui abbiamo dato un parere come Consiglio di Quartiere, prevede la realizzazione di tutta una serie di parcheggi nelle immediate vicinanze e in più, nel caso che non dovessero essere sufficienti, prevede anche lo sfruttamento del parcheggio di via Michelino adeguatamente collegato mediante navetta. Sappiamo tutti che il parcheggio Michelino non sempre è pienamente utilizzato e in questo modo utilizziamo un investimento già realizzato e valorizziamo a pieno le sue possibilità. Il tema dell’offerta di parcheggi direi che sicuramente è ben impostato. Certo che dovremo nel tempo monitorare in concreto il traffico nel tratto che va da viale Europa a viale Fanin e viale Carnacini. Ci sarà un tavolo di monitoraggio e come Quartiere vogliamo esserci e soprattutto vogliamo vedere i dati.

Intervista a Borsari-passante

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Il Pilastro: “Un aggregato di pregiudizi” – Serena Bersani e la sua guida turistica

Mostra fotografica Distretto Pilastro NordEst

La storia n. 280 della guida di Bologna, ristampata nei mesi scorsi, Il giro di Bologna in 501 luoghi si apre così:  Il Pilastro, un aggregato di pregiudizi. Per la prima volta, a quanto ci risulta, anche il Pilastro è nei luoghi da visitare della città. La storia si conclude : ”Come tutte le storie, questa è anche piena di contraddizioni: per certi aspetti oggi il Pilastro è uno dei luoghi più vivibili di Bologna.”
Noi, cittadini giornalisti che abitiamo qui, abbiamo trovato conferma del pensiero che in questo anno di lavoro abbiamo ritrovato fra i residenti. La curiosità di conoscere chi lo aveva scritto e come era arrivata a questo giudizio è stata grande. Serena Bersani, una bolognese doc, giornalista con lunga esperienza di cronaca nera, ci dice che: “La mia visione del Pilastro ha colpito le persone che hanno letto questo libro, più che altri luoghi. E dire che emotivamente non sono legata a quel territorio, non ho un vissuto legato a quel rione, non l’ho mai frequentato nella mia vita privata. Sono andata di testa mia e con i miei ricordi di cronista.”
La guida Il giro di Bologna in 501 luoghi ( Newton Compton Editori) è uscita nel 2014, e rapidamente è andata esaurita. Noi siamo partiti dall’edizione tascabile, e come la signora che nei mesi passati, in un incontro in cui Serena Bersani non conosceva nessuno, intervenne dicendo che era stata positivamente colpita dalle due pagine dedicate al Pilastro e sapeva a memoria le definizioni espresse, siamo partiti dall’inizio: il Pilastro è un aggregato di pregiudizi.

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Michele Impara, cittadino del Pilastro, un anno in Antartide

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Domenica 15 maggio 2016, Nono Centenario dalla nascita del Comune di Bologna, la Biblioteca Luigi Spina di via Casini 5 organizza l’incontro “Il Pilastro … anche in Antartide”, durante il quale il dottor Michele Impara, ricercatore dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), racconterà la sua esperienza di un anno vissuto nel 2006 presso la base di ricerca italo-francese Concordia in Antartide. Abbiamo fatto una chiacchierata con Michele…

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