Affrontare e superare il tumore coltivando l’orto. L’esperienza di via Salgari

orti via salgariNasce al Pilastro Ortoterapia, un progetto dell’Associazione Orti di via Salgari che mette a disposizione terreno e competenze per un percorso di supporto psicofisico alle persone malate di tumore, in collaborazione con Lilt e Quartiere S. Donato.

Più di un anno fa, Patrizia Preti elaborò un progetto di ortoterapia per malati oncologici.
Mi racconta che riflettendo sulla propria esperienza personale aveva compreso quale grande opportunità era stata per lei coltivare l’orto e continuare a frequentare l’Associazione di via Salgari, di cui è presidente.
La terra e gli altri: nel suo racconto, mentre tenta di frenare la commozione, la natura, che ti fa riscoprire il gusto della vita, e la socializzazione, come molla contro la depressione, sono medicine fondamentali per battere il cancro. La lascio parlare: «Il cancro ti toglie le energie, ti chiude, ti nega il futuro. Dare opportunità di contatto con la natura è terapeutico, perché la terra ti risucchia nel ciclo delle stagioni e perciò della vita», perché ti senti parte di quella «armonia che continua e rinasce ogni volta».
Coltivare un orto insieme perché insieme sarà meno faticoso raccogliere frutti; ma soprattutto perché con altri hai motivo di farti forza e uscire di casa, e credere che nel tuo futuro raccoglierai e potrai mangiare con gli altri i frutti di quello che hai seminato.
Non è stato facile parlare di un progetto per dare energia e vita con chi ha visto in faccia la morte. Patrizia lo ha fatto con pazienza e determinazione.

L’Associazione Orti di via Salgari ha circa 500 soci e gestisce l’area ortiva comunale più grande d’Italia. Ha raccolto innanzi tutto il consenso dei suoi soci sul progetto. Poi lo ha proposto a diverse associazioni e la Lega Italiana Lotta ai Tumori, LILT, ha deciso di inserire questo progetto fra i Percorsi di Supporto psicofisico per Malati Oncologici, recentemente presentati al pubblico in una conferenza stampa organizzata da Simone Borsari, presidente del Quartiere S. Donato.

Nelle prossime settimane in via Salgari inizieranno le attività: 40 metri quadri a disposizione di persone in terapia per tumore o che l’abbiano conclusa e desiderano fare questa esperienza. Saranno affiancate da un tutor, un socio già esperto e disponibile ad accollarsi i lavori più faticosi. All’attività nell’orto si unisce l’opportunità di corsi di terapia complementare, corsi di yoga, tai ji e qi gong e cicli di incontri sull’educazione alimentare, individuali o di gruppo, per utilizzare al meglio le capacità terapeutiche delle verdure coltivate ed anche sperimentare insieme il cucinare nuovi piatti.

Infatti, tra le finalità del progetto una priorità è assegnata alla socializzazione: coltivare all’aperto è rilassante, ma la vita di gruppo e l’aiutarsi reciprocamente potenziano i benefici del contatto con la natura. «Non esci mai dall’orto senza qualcosa in mano, perché se il tuo lavoro non ha dato risultato, i vicini ti regalano qualcosa per condividere la soddisfazione ed anche, come si sa, per non sprecare quel surplus che in famiglia non sarebbe utilizzato», spiega Patrizia.
Il progetto è solo all’inzio: se saranno tanti a chiedere di partecipare, l’Associazione Orti di via Salgari è pronta a raddoppiare lo spazio a disposizione.

Testo di Claudia Boattini. Foto di Chloy Vlamidis.

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