Metti una sera sul 20

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Mi sposto quasi sempre in autobus e ci passo molto tempo sopra; sono le sei di mercoledì pomeriggio e salgo sul 20, come sempre affollato a quest’ ora. Vedo un ragazzo che strappa nervosamente un pezzo di carta e getta i pezzi di carta per terra. Seduto di fronte a lui un signore lo invita  pacatamente a raccogliere ciò che ha gettato per terra. La reazione del ragazzo è sicuramente meno pacata; dice al signore che non si sogna neanche di farlo, con fare irritato. La scena continua così per alcune battute, mantenendo gli stessi toni. Temo che la situazione possa scivolare nei consueti scambi di offese reciproche…”razzista!” “maleducato” e via andare….Non sono molto edificanti come scambi, né costruttivi, ma mi è capitato diverse volte di dovervi assistere, mio malgrado… Questa volta, invece, tutto apparentemente si interrompe, la pacatezza dei toni del signore probabilmente argina la rabbia; la sua intenzione era di insegnare qualcosa, non litigare; quei pezzi di carta sono sempre a terra, il ragazzo è sempre col muso e il signore tace. L’autobus continua il suo percorso ed io mi distraggo…sono stanca e vorrei già essere a casa. Poi, quasi improvvisamente, senza alcun motivo o sollecitazione, il ragazzo si alza e raccoglie i pezzi di carta il signore vede, gli sorride e gli esprime la sua soddisfazione: ” vedi, hai fatto qualcosa di buono” il ragazzo scoppia a piangere, chiede scusa al signore, racconta che è in giro da molte ore e si sente stanchissimo. Infine, incredibile, ringrazia il signore.

Siamo quasi al capolinea del Pilastro, l’autobus ora è meno affollato. Siamo comunque in diversi ad aver assistito alla scena.

Vi riporto questa testimonianza di un episodio che, per quanto piccolo, è comunque positivo.

Di furti e borseggi e microcriminalità e disagio siamo continuamente informati; raccontiamo anche le cose buone che succedono.

testo di Eleonora Bertone – foto Lino Bertone

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